Il dolore la raggiunse prima della coscienza. Riaprì gli occhi con un martellare sordo nella testa. Per qualche istante non riuscì a capire dove si trovasse. Sapeva solo che giaceva bocconi su una stuoia, ne avvertiva la trama contro la pelle nuda. La luce era fioca, ma vedeva il danzare delle fiamme contro una parete. Il dolore la spinse a chiudere gli occhi. Si sentiva la bocca riarsa, come quando da bambina giocava a nascondersi tra le balle di cotone, mentre gli schiavi chini tra i filari cantavano melodie tristi. Ma gli odori non erano quelli che ricordava. Erano forti, sconosciuti, non sgradevoli ma pungenti; di erbe, di infusi, di medicine.

Copertina Il destino attende a Canyon Apache