A Las Vegas non si sta mai fermi e tra un libro nuovo e l’altro, riprendiamo le interviste agli autori di Rien ne va plus che come vi ricordate certamente celebrano la riedizione in digitale di quest’antologia.

  • Come ti chiami / Quanti anni hai / Da dove vieni?
    Giacomo Buratti, 27, Viterbo/Roma.
  • Con che nickname ti sei presentato al gioco/concorso/antologia di Las Vegas edizioni? Da dove arrivava quel nickname?
    Credo fossero le mie iniziali, gb.
  • Come s’intitolava il tuo racconto? Di cosa parlava?
    “Io non volevo”, parlava della Fanta e di un omicidio.
  • Come hai saputo del gioco/concorso/antologia? Perché hai deciso di partecipare?
    Me ne aveva parlato il mio dentista, partecipando mi avrebbe fatto uno sconto sulla devitalizzazione di un molare.
  • Com’è cambiata la Rete rispetto al 2008?
    Emoji.
  • E tu come sei cambiato? Ci racconti qualcosa che hai fatto in questi 7 anni e di cui vai particolarmente fiero?
    Ho lavorato con un team di esperti a una macchina capace di produrre la replica esatta di se stessa. Anche la mia linea di stuzzicadenti lavabili in acciaio inox sta andando bene.
  • Hai scritto altro?
    Ho pubblicato una raccolta di poesie, “L’asse da stiro”. Attualmente lavoro a un romanzo ambientato nel mondo dei cercatori d’oro della cascata delle Marmore.

Copertina Rien ne va plus