Le pagine scorrono in fretta, ne giova l’umore e la testa: la scrittura è brillante, e le varie parti della storia, sono legate tra loro in modo tale da non distrarre mai, non stancare mai, e riservano fino alla fine, almeno una sorpresa piccola. Come la figura di un avvocato annoiato dal troppo successo che davvero ne sa una più del diavolo, e perciò lo mette in saccoccia, come astuzia comanda. I fili ci sono, e pure gli intrecci: Lorenzo Vargas è un abile artigiano della parola. Il trucco c’è, si vede, e si gusta fino all’ultimo punto: ed è l’ironia.

Su Kultural Filippo Lancietto ha recensito Una più del Diavolo di Lorenzo Vargas.

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