Nel gennaio del 2008 – esattamente dieci anni fa – uscivano in libreria i primi tre titoli targati Las Vegas edizioni: l’antologia Viva Las Vegas curata da me, Saxophone Street Blues di Hector Luis Belial (alias Elia Gonella) e Il diario dei sogni di Marco Candida.

Era il risultato di un lavoro cominciato nel marzo dell’anno precedente, da quando cioè mi era venuta la pazza idea di aprire una casa editrice. Come prima cosa mi ero iscritto al MIP, avevo fatto un business plan e avevo cominciato a pensare al nome da dare alla mia casa editrice. Cercavo un nome non convenzionale, che fosse lontano dai soliti nomi aulici o classicisti. Me ne venivano in mente parecchi ma tutti venivano bocciati da chi mi stava intorno. Per un po’ mi ero tenuto stretto il nome Pescibanana, ma solo i lettori di Salinger sembravano apprezzarlo. Una sera, di colpo, un lampo: e se fosse Las Vegas? Mi piaceva il contrasto tra l’immaginario di questa città e la seriosità del mondo editoriale. Mi piaceva soprattutto che questo nome evocasse tutto un mondo già apparecchiato e ben presente nella testa delle persone, sia quelle che l’avrebbero apprezzato sia quelle che l’avrebbero guardato con sdegno (e sarebbero state molte, soprattutto all’inizio). Ho cominciato a proporre questo nome in giro e stavolta sembrava piacere. Era fatta. O quasi, visto che mancava tutto il resto, a partire dai testi.

E così mi ero messo a caccia dei primi titoli. Mi chiedevo se qualcuno mi avrebbe spedito il suo manoscritto. A maggio avevo distribuito cartoline al Salone del Libro di Torino e poco alla volta la mia casella email si riempiva sempre di più di nuove proposte. Diventava ostico riuscire a leggere tutto. Intanto nasceva il logo, nasceva il blog, nasceva il sito, e durante le vacanze estive grazie a Chiara Scavino nascevano anche le prime copertine, che sarebbero state molto colorate e pop, nello spirito dissacrante della casa editrice.

Dopo l’estate i primi libri erano praticamente pronti, ed erano tre libri di cui mi sentivo orgoglioso: Saxophone Street Blues mi era arrivato per posta e aveva subito alzato l’asticella. Non mi sarei accontentato di libri così così dopo aver letto questo romanzo, perché avevo scoperto che i buoni libri potevano arrivare anche a noi, nonostante fossimo alle prime armi. Il diario dei sogni me l’aveva mandato Candida – che seguivo da tempo, dai suoi pezzi sul vecchio Vibrisse che veniva spedito via mail –  appena dopo il suo brillante esordio con La mania per l’alfabeto. Viva Las Vegas era nato un pezzetto alla volta, contattando gli autori che stimavo di più, a volte aspettando parecchio per i loro racconti, a volte aspettando invano, altre volte ricevendoli pochi istanti dopo la richiesta (il più veloce era stato Gianluca Morozzi). Mi fa piacere che alcuni di questi scrittori, in seguito, siano diventati autori Las Vegas.

Mentre Elena Di Mizio si era occupata delle quarte di copertina, io li avevo impaginati (Viva Las Vegas più volte, man mano che l’antologia cambiava forma).
Restava solo da stamparli e da trovare qualcuno che li distribuisse. Dopo una missione a Bologna, anche il distributore era diventato realtà, ma ci aveva chiesto di aspettare l’anno nuovo per l’uscita ufficiale dei libri.

L’attesa era finita a gennaio e i libri avevano cominciato a girare per l’Italia.
Come sarebbe andata?

Oggi, dieci anni dopo, i primi tre libri Las Vegas tornano in una imperdibile promozione. Potete ricevere a casa vostra un pezzo di storia, le origini di Las Vegas a metà del prezzo originario: tutti e tre i libri a 15 euro invece di 30. E come sempre le spese di spedizione sono gratuite.

L’offerta scade il 12 febbraio, alle 23.59.