[Premessa: questo post è piuttosto polemico con certi librai, non con tutti i librai. Se sei un libraio e non ti riconosci in quello che andremo a raccontare, benissimo!, questo post non riguarda te.]

Spesso si legge in giro che le povere librerie sono schiacciate dal colosso Amazon, che essendo un colosso mondiale è notoriamente brutto, cattivo e schiavista. Spesso si legge in giro che le povere librerie devono essere difese, aiutate, salvate. Spesso si legge in giro che è un dovere civile preservare le attività che faticano ad arrivare a fine mese, che pagano gli affitti e poi si vedono soffiare i clienti dal succitato cattivone monopolista.

Poi però uno fa l’editore e ci deve avere a che fare, con le povere librerie. E si rende conto che ci sono un sacco di cose che proprio non funzionano. Ma tante, eh.

Tipo un lettore va in libreria per acquistare un tuo libro e si sente rispondere che il libro non esiste, è fuori catalogo, è di una casa editrice fantasma, non ha distribuzione, è introvabile. Che per molti editori sarà anche vero, ma quando hai il maggiore distributore nazionale non dovrebbe capitare MAI.
Oppure un autore vorrebbe organizzare una presentazione del suo libro, va in libreria e si sente rispondere che il responsabile non c’è, gli spazi non ci sono, il pubblico se lo deve portare lui da casa.
Tu editore ti metti in contatto con la libreria e la libreria non risponde, nicchia, prende tempo; dopo mille tentativi riesci ad accordarti e le spieghi che per le copie deve passare attraverso il distributore (o il grossista). Ok, non ci sono problemi, ti senti rispondere. Poi il giorno prima della presentazione scopri che la libreria si è “dimenticata” di fare l’ordine dal distributore e le copie gliele devi mandare col corriere espresso (tanto paghi tu, che gliene importa).
Metti che la presentazione, alla fine, si faccia: c’è il problema di farsi restituire le copie invendute. Che anni dopo saranno ancora in ostaggio della libreria, perse in qualche scantinato umido.
Per non parlare del problema della rendicontazione delle vendite. Avrà venduto? Non avrà venduto? Magari lo scopri dopo mesi. E per il pagamento? Magari lo riceveranno i pronipoti.

Quindi, forse forse, non è Amazon il problema. O meglio, il problema per le povere librerie è che Amazon sa sempre dove trovare i libri, non pensa che il tuo libro non esista, che tu sia un editore fantasma o che tu non abbia un distributore. Su Amazon il libro che cerchi lo trovi sempre.
E poi, se sei un editore, Amazon non lo devi inseguire per i pagamenti. Se Jeff Bezos è diventato l’uomo più ricco al mondo (notizia degli ultimi giorni) non è perché fa il furbo e non paga i libri che vende, ma perché offre al cliente un servizio che funziona. E funzionerebbe pure se non offrisse sconti e pagasse millemila milioni di euro di tasse.
Tutto questo dovrebbe far meditare chi invece è costretto ad abbassare le serrande, o no?

[foto: Tim Mossholder]

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