Leggere è una tua scelta

Qualche mese fa, poco prima del Salone del Libro di Torino, abbiamo deciso di redigere il nostro Manifesto. Ci è servito per focalizzare meglio quello che facciamo ogni giorno e quello che vogliamo comunicare. Ci siamo accorti che nel tempo alcune nostre convinzioni sul mondo Las Vegas erano state superate senza che ce ne fossimo accorti, e che la casa editrice in qualche modo si era evoluta in direzioni che all’inizio non avevamo previsto. Rischiavamo così di presentare Las Vegas in maniera dissonante e a volte addirittura in contrasto con quello che siamo oggi e, soprattutto, con quello che vogliamo diventare domani.

Abbiamo scelto dieci frasi che ci raccontassero al meglio e che facessero capire chi siamo e perché, secondo noi, siamo diversi da tutti gli altri.

Il primo punto del nostro Manifesto è “Leggere è una tua scelta”. È venuto fuori spontaneamente perché avevamo pensato di basare la nostra nuova comunicazione sull’essere lettori per scelta. La nostra vision, infatti, può essere riassunta così: “La casa editrice che sogna un mondo di lettori per scelta”. Ed è con questa frase che ci siamo presentati all’ultimo Salone del Libro.

Ora, qualcuno potrebbe obiettare che si è sempre lettori per scelta, e che normalmente nessuno ti punta alla tempia una pistola. Questa però è una visione da lettori, ma come sappiamo i lettori in Italia sono una minoranza. Per cui abbiamo pensato a tutti i non-lettori che abbiamo incontrato in questi anni e alle motivazioni che li hanno allontanati dai libri. Spesso c’era dietro la sensazione che i libri fossero un obbligo – scolastico o sociale. O che bisognasse per forza apprezzare quel tale libro per sentirsi parte della casta degli illuminati.

Ecco, secondo noi, tutto questo va abbattuto. Ne parleremo nella diretta di giovedì sulla nostra pagina Facebook. Saremo online alle 14 per una ventina di minuti. Non vuoi perdertela? Qui c’è il promemoria!
Nel frattempo raccontateci le vostre esperienze: vi è mai capitato di vivere la lettura non come una scelta libera ma come un obbligo?