Il quarto punto del Manifesto della nostra casa editrice è “Costruiamo ponti e non torri d’avorio”

Fin dalla nascita di Las Vegas – anzi, direi fin dal momento in cui abbiamo scelto il nome Las Vegas – ci era chiaro che non aveva senso arroccarci in una torre d’avorio e lamentarci dei libri di oggi, dei lettori di oggi e soprattutto dei non lettori di oggi. Una tendenza nociva quanto mai diffusa in un mondo che spesso vuole rimanere elitario.

Bisognava provare a invertire la tendenza generale e andare noi incontro al pubblico. Non per blandirlo o per fargli dargli in pasto quello che pensa di volere, ma per sorprenderlo e – qualche volta – sfidarlo.

La nostra idea di editoria è di condivisione, di apertura, di connessioni. Di ponti.

In questi anni abbiamo incontrato potenziali lettori anche dove non è consueto sentir parlare di libri. Abbiamo fatto eventi in supermercati, centri commerciali, bar, locali. Ci siamo inventati nuovi modi per farci conoscere anche da chi magari è più distratto o meno motivato a entrare in una libreria tradizionale.

Alle fiere abbiamo portato fiere roulette, slot machine e ruota della fortuna.

Abbiamo cercato di essere sempre disponibili per chiarire ogni dubbio e rendere il nostro lavoro un po’ meno esoterico.

Da qualche tempo abbiamo anche aperto le porte della nostra redazione, con dirette settimanali in cui spieghiamo cosa succede dietro le quinte e le motivazioni che stanno a monte delle nostre scelte.

Ne abbiamo parlato nella nostra diretta di giovedì scorso: