Il quinto punto del Manifesto della nostra casa editrice è “I libri si nutrono di cura e pazienza”

Oggi siamo abituati a dare un grande valore alla velocità: siamo sempre interconnessi, riceviamo fiumi di notizie in tempo reale e chi non si adatta – vedi anche nel giornalismo – arriva per ultimo ed è dichiarato sconfitto (con tutto quello che di negativo ciò comporta).
Ma nel mondo dei libri la velocità è un modello impossibile da inseguire. Certo, ci sono gli instant book che per le tematiche di estrema attualità non possono essere immessi sul mercato dopo troppo tempo.
Ma per chi, come noi, si occupa principalmente di narrativa, alla velocità vanno sempre preferite la cura e la pazienza. Perché è con esse che si può raggiungere, se non la perfezione, quantomeno la possibilità di proporre dei libri che soddisfino anche i palati più esigenti. E, lo sappiamo bene, se c’è una cosa che non sopportano i veri lettori e amanti dei libri, quella è proprio la sciatteria.

Un romanzo, una raccolta di racconti, ma anche un saggio pop – ovvero tutto ciò che noi pubblichiamo – necessitano di tempi che paiono un po’ anacronistici.
Questo riguarda in primis gli autori, che non devono mai avere troppa fretta di inviare il loro manoscritto (la fretta si nota quasi sempre e rovina dei lavori potenzialmente buoni).
Ma riguarda anche noi come editori.
Tenete presente che dal momento in cui cominciamo a occuparci di un testo al momento dell’uscita sul mercato passa mediamente un anno. Perché su ogni testo, dopo essere stato valutato, si deve intervenire prima a livello “macro” (struttura, scene, personaggi), poi a livello “micro” (frasi da rivedere, parti da tagliare, dubbi da eliminare), per passare infine al setaccio le ultime scorie attraverso l’ultima correzione di bozze.
Ma oltre al testo ci dobbiamo occupare di tanti altri aspetti: la copertina, le frasi di lancio, la sinossi, la scheda promozionale, i contatti stampa…
Insomma, è un lavoro lungo che ha bisogno dei suoi tempi (alcuni prestabiliti, altri che non sono quantificabili) e che non può essere fatto in maniera sbrigativa.

Ne abbiamo parlato nella nostra diretta di giovedì scorso: