Come belve feroci

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Oppido Messapico, nella Puglia più profonda Costantino Ròchira e i suoi scagnozzi hanno deciso di massacrare la famiglia Sarmenta. C’entrano questioni economiche, e c’entra la ’ndrangheta.
Ma il piano riesce solo a metà. Per una fortunata coincidenza riesce a salvarsi il figlio dei Sarmenta, Massimo detto Mattanza, un ragazzo problematico e ferocissimo, e così pure la fanno franca i suoi zii e suo cugino Santo.
Tutti insieme lasciano il paese a bordo di una Fiat Regata, ma non prima di aver ritirato tutti i soldi di famiglia e di aver inscenato la propria sparizione. Il lungo viaggio li porta in Val Camonica dove vengono accolti da un vecchio amico e compaesano, Giovanni Argento, e dove Santo e Mattanza cominciano a progettare la loro vendetta.

“Come belve feroci” è un romanzo crudo, dalle venature hard-core, che non risparmia niente e nessuno, che somiglia a un film di Tarantino raccontato però dalla penna di Verga.

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Descrizione

Come belve feroci

Autore: Giuse Alemanno

Data pubblicazione: ottobre 2018

Pagine: 345

Oppido Messapico, nella Puglia più profonda Costantino Ròchira e i suoi scagnozzi hanno deciso di massacrare la famiglia Sarmenta. C’entrano questioni economiche, e c’entra la ’ndrangheta.
Ma il piano riesce solo a metà. Per una fortunata coincidenza riesce a salvarsi il figlio dei Sarmenta, Massimo detto Mattanza, un ragazzo problematico e ferocissimo, e così pure la fanno franca i suoi zii e suo cugino Santo.
Tutti insieme lasciano il paese a bordo di una Fiat Regata, ma non prima di aver ritirato tutti i soldi di famiglia e di aver inscenato la propria sparizione. Il lungo viaggio li porta in Val Camonica dove vengono accolti da un vecchio amico e compaesano, Giovanni Argento, e dove Santo e Mattanza cominciano a progettare la loro vendetta.

“Come belve feroci” è un romanzo crudo, dalle venature hard-core, che non risparmia niente e nessuno, che somiglia a un film di Tarantino raccontato però dalla penna di Verga.

Rassegna stampa.

Anteprima.

Giuse Alemanno è nato nel 1962 a Copertino (LE) e vive tra Taranto e Manduria. Ha pubblicato diversi libri, tra cui il romanzo “Terra Nera” (Stampa Alternativa, 2005), i due romanzi su Don Fefé e Ciccillo e due testi sull’Ilva di Taranto.
Per Las Vegas edizioni ha pubblicato “Come belve feroci”.

Recensioni

  1. antsonc (proprietario verificato)

    Come belve feroci, Giuse Alemanno

    La storia comincia in Puglia, con l’omicidio di una coppia, cui assiste il “problematico” figlio Massimo che, per una serie di coincidenze, sfuggirà alla stessa sorte insieme al cugino Santo. Entrambi riparano in un (apparentemente) tranquillo paesino della Val Camonica, meditando vendetta. Ma mentre si nascondono dall’intreccio malavitoso del paese d’origine, rischiano di finire in guai più grossi, tra cocaina, istituzioni corrotte e sesso hardcore.

    Il titolo “Come belve feroci” sembra un voluto incrocio tra “Come una belva feroce” del malvivente/consulente-di-Tarantino Edward Bunker e “Le belve” di Don Winslow. Il testo inizia bene, con un mix di violenza (anche sessuale) e chiacchiere, che ricorda vagamente sia il già citato Quentin che il David Lynch di “Velluto blu”. Alle scene iniziali molto crude seguono altre pagine più tranquille che spiegano come si è arrivati all’omicidio iniziale. Tuttavia a metà il romanzo sembra perdere forza: tutto succede facilmente, non ci sono particolari rischi per i vari personaggi e i loro delitti in pubblico: videosorveglianza, testimoni – mai nulla; abbondano le descrizioni di rapporti sessuali più delle scene di violenza in quanto tale (che mi aspetterei da un romanzo dichiaratamente d’ispirazione post Tarantino); i dialoghi sono prolissi, ripetitivi (soprattutto tra i due cugini) e pieni di scambi colloquiali di cui si potrebbe fare a meno: siamo lontani dalle dissertazioni di Quentin su testi di Madonna, mance alle cameriere o massaggi ai piedi; più si va avanti, meno la storia sembra plausibile, con carnefici e vittime consapevoli che convivono senza che trapeli neanche uno sguardo traditore o un lieve e giustificabile sospetto. Volendo fare un paragone in terra nostrana, “Diario pulp” di Strumm riesce a creare atmosfera e personaggi sopra le righe così da rendere la storia credibile pur nel suo essere surreale; qui questo non accade. Speravo che il finale risollevasse il tutto ma ho avuto una doppia delusione. Peccato.

  2. Giulia Mastrantoni

    Bel romanzo! Difficile metterlo giù. Crudo, ma originale.

  3. Cesare L.

    Una lingua viva, pulsante e grondante pugliesità accompagna le vicende di Santo e Mattanza. Tra atti di estrema violenza, grandi abbuffate, ossessione per il sesso e il denaro emerge il modo di pensare della criminalità organizzata del Meridione. Quando la storia si sposta al Nord (in Valcamonica), il romanzo continua a inseguire la realtà, riflettendo le dinamiche di espansione delle mafie anche nelle regioni non di origine. Una lettura non per tutti, ma che lascia sicuramente impresse immagini molto vivide una volta terminata.

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