La minima importanza

di Enrico Piscitelli

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Prendere il caffè seduti in un bar, decidere che è il momento giusto per baciare una ragazza, scappare da una verità insostenibile, lasciarsi convincere dallo zodiaco, non riuscire a dire la verità. Come dice il titolo dell'ultima di queste quindici storie, inutile è voler capire. Perché tutto questo che importanza ha, in fondo? Sono solo attimi della nostra vita, frammenti, storie senza inizio e senza fine, per raccontare come viviamo nella nostra bolla per pesci.

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La minima importanza

Autore: Enrico Piscitelli

Data pubblicazione: febbraio 2010

Pagine: 91

Prendere il caffè seduti in un bar, decidere che è il momento giusto per baciare una ragazza, scappare da una verità insostenibile, lasciarsi convincere dallo zodiaco, non riuscire a dire la verità. Come dice il titolo dell’ultima di queste quindici storie, inutile è voler capire. Perché tutto questo che importanza ha, in fondo? Sono solo attimi della nostra vita, frammenti, storie senza inizio e senza fine, per raccontare come viviamo nella nostra bolla per pesci.

Rassegna stampa.

Anteprima.

Enrico Piscitelli è nato nel 1975 a Trani. Ha pubblicato “La minima importanza” (Las Vegas edizioni, 2010), “Shakerato non mescolato” (Effequ, 2011), “Nessun paradiso” (Round Robin, 2011) e ha curato “Rien ne va plus” (Las Vegas edizioni, 2009). È curatore della collana Novevolt (Editrice Zona).


 La minima importanza è stato recensito su Mangialibri:

Piscitelli, un po’ come quei coach inglesi che ricoprono il doppio ruolo di mister e giocatore, ha deciso di dar prova di sé anche sul campo. E la prova è a dir poco da lode. Con un minimalismo aggraziato, onirico, alcolico a volte allungato fino all’eccesso della sperimentazione, Piscitelli scatta istantanee di vita vissuta, frammenti quotidiani, tranche de vie,  di una ricchezza stilistica e contenutistica davvero di spessore poco comune. Lo stile in alcuni tratti mi ha riportato addirittura alle orecchie la voce delle filastrocche di Rodari. Piscitelli sa giocare con le parole – essendo delle stesse profondo conoscitore – sa renderle vivide e tridimensionali, pur quando le stesse sono utilizzate per descrivere il nudo grigiore del nulla. Perché questo è l’acquario, la boccia, dove Piscitelli decide di dar vita ai suoi non-protagonisti e alle loro minime vicende. Un mondo rinchiuso, piccolo, minimo, dove ciascuno di noi osservandolo voyeristicamente dall’esterno potrà scegliere se giudicare o specchiarcisi, ma dove nessuno potrà alla fine fare a meno di interrogarsi. Nota di merito che arricchisce l’antologia va data anche alle illustrazioni – disegnate da Alice Costantini – che accompagnano e sottolineano, senza mai invadere la narrazione, i racconti, e alla splendida bonus track che chiude il volume disegnata da Sara Pavan. Due chicche in più per un piccolo grande libro.

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