I nostri parametri di valutazione di un testo letterario

(ovviamente una scelta editoriale non ha nulla a che fare con la matematica, per cui tutto questo è puramente indicativo: rispettare i vari punti non assicura la pubblicazione, e viceversa)

  • Il testo dev’essere narrativo. Al momento non ci occupiamo di saggistica, poesia, teatro e varia.
     

  • Non deve rientrare nella casistica della narrativa di genere, a meno che non sia un’ibridazione o un tentativo di andare oltre i generi consolidati (noir, giallo, horror, fantasy, fantascienza...). Oppure deve rientrare nel genere young adult, indirizzato a un pubblico dai 13 ai 19 anni.
     

  • Dev’essere scritto in lingua italiana: il mercato a cui ci rivolgiamo è quello nazionale.
     

  • Non deve contenere errori di ortografia e/o sintassi. Sono chiaramente perdonati i refusi, ma la ripetizione degli stessi errori indica una conoscenza dell’italiano inadeguata per chi voglia essere un autore.
     

  • Non deve dare l’impressione di sciatteria, o di essere stato scritto da una persona qualsiasi. La forma e lo stile sono importanti almeno quanto il contenuto.
     

  • Non deve dare l’impressione di essere stato scritto da un autore già noto: pur essendo convinti che l’originalità assoluta non esista, è bene comunque che un testo non sia il calco di un altro.
     

  • Deve avere le tre caratteristiche di cui parlava Hitchcock: the story, the story, the story. Senza una storia non si va da nessuna parte.
     

  • La storia deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine. Ma, come diceva Godard, non necessariamente in questo ordine.
     

  • I dialoghi possono essere preponderanti o del tutto assenti. L’importante è che siano scritti in un linguaggio credibile e in accordo con l’ambientazione e il contesto.
     

  • Il tutto, a cominciare dal carattere dei personaggi, deve risultare coerente.