Valeria David ha recensito Solo me ne vo per la città su Diario di pensieri persi.

La scrittura di Gaiotto è equilibrata, il ritmo lento e quasi confortevole rafforza l’introspezione dei personaggi. Un lungo e triste congedo, che assume a tratti le forme di un monologo interiore. Lo scrittore sceglie di non raccontare gli attriti tra madre e figlio, i litigi che sussistono in qualsiasi rapporto familiare, bensì si focalizza su quest’ultimo istante: il capezzale di una madre morente e il dolore senza tregua del figlio, quasi a creare un muto ed estenuante dialogo tra i due parenti, in cui s’intrecciano i cammini paralleli di queste due figure, e proprio attraverso quest’ultimo viaggio insieme, ciascuno troverà il coraggio di fronteggiare e risolvere i propri spettri.

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Copertina Solo me ne vo per la città