5 + 3 consigli per lit-blogger

Sono ormai dieci anni che mi occupo, tra le altre millemila cose, dell’ufficio stampa della casa editrice. In parte il lavoro consiste nel (cercare di) proporre i propri libri alle testate giornalistiche. Un’altra grossa fetta di lavoro invece coinvolge i book blogger, per cui devo confessare che ho una vera passione. Ne seguo una quantità spropositata, ed è meglio che nessuno sappia quanti blog seguo su altre tematiche.

Tornando ai libri, quando entro in una casa ficcanaso sempre nella libreria, spesso scusandomi come se stessi frugando nei cassetti della biancheria. Perché la libreria è una cosa personale che dice tantissimo delle persone che ci abitano.

Per i book blog è la stessa cosa: un po’ come i cani, somigliano ai loro padroni.

Dunque vorrei dare a tutti loro 5 consigli + 3: 5 da lettrice, di blog e libri, e 3 da editore.

  1. La prima cosa che mi colpisce sempre molto è la grafica. Positivamente quando è pulita e semplice, negativamente quando devo ingrandire la pagina o spalmare il naso sulla schermo, mettermi gli occhiali da sole perché ci sono sedici colori tra cui il verde acqua e il rosa shocking ad accogliermi, un font tutto svolazzante a grandezza 8 e il puntatore glitterato. Ecco, se non vi intendete di grafica semplificate. Ci sarà un perché se Medium ha levato tutto il levabile.
  2. In genere dopo aver letto il primo post di un blog vado sempre a cercare notizie su chi l’ha scritto. Bene quando il blog mette la (breve) biografia direttamente sotto il post (capita soprattutto nei blog con molto autori) o quando il nome dell’autore è cliccabile e porta a una biografia. Male, malissimo quando non c’è nessuna biografia, nessun nome, nemmeno un ‘about page’ da qualche parte. Non sai da dove cominciare? Guarda cosa ci dice Gioia Gottini in proposito.
    Inoltre non è solo COSA dite di voi stessi, ma anche COME lo dite che fa la differenza. Pensate ai personaggi dei libri che amate (però no, non scrivete un romanzo).
  3. Cosa scrivete? No, non è una domanda scema, fidatevi. Si dà per scontato che un book blog parli di libri. Sì, ma come? Un book blog può tranquillamente essere solo un diario di lettura o lo spazio di una persona che legge molto, che parla di libri ma anche di altre cose. Però, ecco, ditelo.
  4. A questo proposito vi consiglio di usare tag e categorie. È un po’ come scegliere le collane per la propria casa editrice: che etichette metto ai miei contenuti? In che relazione sono tra loro? Come faccio a far capire subito di cosa si tratta?
    Il vantaggio non è solo quello di permettere A VOI di capire cos’è il vostro blog, ma anche di permettere facilmente al vostro lettore (e ai motori di ricerca) di capire cosa fate.
    Anche se il vostro non è un blog professionale provate a leggere questo e questo post che vi spiegano cosa sono, come vanno utilizzate e come organizzare materialmente tag e categorie.
  5. Lo sapete che anche in blog già rodati e famosi non riesco a capire chi ha scritto un post o da chi è composta la redazione? Che non riesco a contattare nessuno perché NON ci sono contatti? Non un form, una pagina social, un nome, niente. Il messaggio che passa a me è “Leggi e non rompere.” Non voglio ascoltarti, non voglio interagire in nessun modo, di te a prescindere di chi tu sia non m’interessa. Spesso non ci sono i commenti, e se ci sono non ti risponde nessuno.
    È come andare a cena con un tizio che passa il tempo a parlare solo ed esclusivamente di sé.
    Se voglio parlare con qualcuno che non mi risponde, accendo la TV e urlo al cretino di turno “Scapppaahhh, non stare lì a vagare per la casa con un assassino.” Non mi ascolta e crepa sempre, ma questo lo sospettavo già.

Gli ultimi due consigli ve li do strettamente da editore ma riguarda anche il lettore:

  1. La vostra politica: accettate copie stampa? In che formato? Fate recensioni nel caso il libro non vi piaccia? Fate pagare? Non fate pagare ma avete uno spazio che dedicate alla pubblicità? Segnalate ogni volta se la recensione è stata pagata? O se la copia vi è stata inviata gratuitamente? I comunicati stampa li accettate?
    Fate in modo che sia tutto chiaro, comprensibile, inequivocabile. Quando un ufficio stampa si rivolge a voi, prima sa le cose, meno tempo perdete entrambi. E soprattutto non ci sarà motivo di discutere e non perderete contatti preziosi.
    Fatelo anche se pensate che mai nessun editore o autore verrà a proporvi niente. La gente è matta, gli editori di più.
  2. Cosa leggete e non leggete: non dite ‘leggo di tutto’ perché non è vero. Quelli che dicono così è perché non leggono niente ma non vogliono ammetterlo. Ad esempio io non amo i libri di guerra e non amo neanche gli intrighi politici. Non leggo più volentieri il fantasy e non amo i rosa. Non leggo di norma libri autopubblicati o pubblicati a pagamento.
    Sì, lo so che bisognerebbe spulciarsi un po’ il blog per capire qual è il tono, ma ricordate che ci sono uffici stampa che si ritrovano a gestire libri diversissimi tra loro, che vanno comunicati in modo e per vie diverse. Se vi interessa avere a che fare con loro dategli una mano.
  3. Quando scrivete una recensione o parlate di un libro inserite il link diretto alla scheda sul sito della casa editrice. Ci sono diversi vantaggi per tutti: il lettore troverà informazioni più accurate (si spera) e avrà la possibilità di capire chi è quell’editore, la sua identità, cos’altro ha pubblicato; se l’editore monitora il sito si accorgerà della vostra recensione e soprattutto di quanto interesse genera e magari la segnalerà a sua volta allargando il vostro pubblico.

Molti di questi consigli riguardano voi e la vostra identità, prima ancora che il vostro blog. E qui si ritorna al discorso iniziale: il blog rappresenta voi e la vostra visione del mondo, quindi non può prescindere da voi. Così come non può farlo la vostra libreria di casa (o il vostro cane).