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Per la seconda puntata di “Come scegliere i libri?” (la prima la trovate qui) ho deciso di affrontare la questione della casa editrice.

Lo spunto mi viene da un commento letto su Facebook qualche tempo fa (mannaggia a me che non salvo mai niente) che diceva più o meno “A me non importa niente della casa editrice, quando compro non ci faccio caso. Mi interessano solo il titolo e l’autore.”

Anche quando siamo alle fiere mi rendo conto di quanto sia poco percepito il valore del marchio editoriale dal lettore medio. Per non parlare poi di chi ci chiede se abbiamo il libro di ricette della Parodi.
Ecco, mi rendo conto che l’affermazione sembra di parte (lo è) però entrare nel mondo dell’editoria mi ha aiutato anche come lettrice proprio perché ho imparato che il marchio FA la differenza, soprattutto quando si parla di piccole/medie case editrici.
Perché? Perché spesso dietro a un marchio c’è una persona che ha fortemente voluto quel libro, che magari l’ha scovato con le sue mani, o meglio con i suoi occhi, che ci ha speso dei soldi.

Dietro ogni libro c’è qualcuno che l’ha scelto, l’ha inserito all’interno di un progetto, ha pensato copertine, ha strutturato collane, ha pensato a che pubblico rivolgersi e come proporlo, ha scelto i professionisti che hanno lavorato al libro.

Capite che il marchio non è solo un disegnino da usare sui gadget, ma porta con sé tutta una serie di valori e di scelte che come potete ben immaginare fanno la differenza, un’enorme differenza, quando scegliete.

Certo è però che ci sono tantissime case editrici: anche qui, come orientarsi?

Io faccio così: mi capita sott’occhio un libro che non conosco, mi attira per qualche motivo. Voglio saperne di più quindi cerco il sito dell’editore, dove in teoria trovo più informazioni e di prima mano, si spera anche un estratto. Il libro continua ad attirarmi? Ottimo, mi cerco la storia dell’editore, chi c’è dietro, cos’altro hanno pubblicato. C’è qualcuno che conosco e che apprezzo? Il progetto è chiaro? La linea editoriale mi sembra ben pensata?
Poi passo ai canali di comunicazione: hanno un blog? I social li usano e come? Di cosa parlano? Come ne parlano? Se ho bisogno di un chiarimento o di assistenza in fase d’acquisto rispondono?

Vi sembra che non c’entri niente con il libro di per sé? Be’, più o meno. La casa editrice è un’azienda, chi ci sta dietro dovrebbe avere come primo obbiettivo pubblicare bei libri e venderli. Non sono due cose che possono viaggiare indipendentemente, a meno che la casa editrice sia un hobby o sia a pagamento. In quest’ultimo caso la comunicazione sarà volta a trovare persone disposte a pagare per pubblicare.
Inoltre questo lavoro va fatto con passione e chi fa un lavoro con passione dovrebbe avere voglia, e non paura, di raccontarsi.

A me piacciono tanto le newsletter, soprattutto se oltre ad avvertirmi sulle promozioni e sulle nuove uscite mi raccontano anche cose utili, divertenti, nuove, ecc. La newsletter mi permette di non dovermi affidare a Facebook, che come sapete penalizza le pagine che non pagano per avere visibilità, o a Twitter, o alla mia memoria.

Insomma esattamente come scegliete con attenzione che sugo comprare o a che marca di crema-viso biologica affidarvi, dovreste tenere conto anche della casa editrice.
Anche nutrire il cervello è una questione complicata.