La libreria Pantaleon è uno di quei luoghi che rappresentano il paradiso per coloro che scelgono i libri guidati dalla curiosità. A giugno ha compiuto esattamente un anno, ma è già diventata un punto di riferimento per lettori e editori, compresi noi. Infatti venerdì 30 settembre, ore 19, siamo lì con Davide Bacchilega ed Erika Nicchiosini a presentare Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati.

Intervista a Davide Franchetto, libraio della Pantaleon: la parola d'ordine è “curiosità”

Ho fatto un po’ di domande a Davide Franchetto, uno dei due fondatori. Ecco cosa ci racconta:

  1. Raccontaci qualcosa della tua libreria: qual è la tua “linea editoriale”? Come scegli i tuoi libri?
    Ci sono centinaia di uscite ogni settimana. Esclusi i libri “imperdibili”, quelli che non si possono non avere e che il cliente senza dubbio ti chiederà, bisogna fare un gran lavoro di scrematura. Ho una predilezione per la narrativa in generale e per la letteratura per l’infanzia. Scegliamo con cura cosa e come proporlo (la visibilità in vetrina, sui tavoli all’interno della libreria). Mi aiuta avere un dialogo ed un confronto con molte case editrici indipendenti delle quali proponiamo, oltre alle novità, buona parte del catalogo.
  2. Come mai hai chiamato la libreria Pantaleon?
    In onore di Mario Vargas Llosa che è il mio scrittore preferito. Da “Pantaleon e le visitatrici”.
  3. Perché hai aperto una libreria? Insomma, qual è la tua “mission”?
    Era un progetto che avevo in testa da anni ma, complice la paura di cambiare e abbandonare il precedente lavoro, il settore di cui sempre si dice ogni male (economicamente parlando) e, non ultimo, l’investimento economico tentennavo. Poi un’estate con il sostegno di un amico che oggi è il mio socio, ci siamo decisi e, davvero, prima che potessimo realizzare che cosa stessimo facendo, ci siamo trovati completamente assorbiti da quest’impresa. A poco più di un anno dall’apertura posso dire che siamo molto felici di come sta andando, di ciò che facciamo. Dirò una banalità ma la “mission” è la passione per la letteratura, per la scrittura. Provare a vivere di libri e cercare di trasmettere un po’ di questa passione a chi ci viene a trovare in libreria
  4. Raccontaci qualcosa di te: qual è la tua formazione di lettore? Cosa ti piace leggere? Cosa invece tendi a evitare?
    Mi sono formato con gli americani, i grandi del novecento: Hemingway, Steinbeck, Faulkner, e poi gli italiani, i miei conterranei Pavese e Fenoglio, i tedeschi Boll e Grass (straordinari e oggi, mi pare, un po’ dimenticati), i sudamericani. Visiterei Lisbona ogni anno per ripercorrere i luoghi di Saramago. Sono un curioso, caratteristica che in questo mestiere aiuta, cerco sempre nuovi autori dall’Italia e dal mondo. Di recente ho scoperto anche il grande piacere della rilettura, libri amati da ragazzo e che oggi riprendo con entusiasmo ancora maggiore: Primo Levi. Sciascia, Morante etc… Per lavoro non dovrei evitare nulla, fosse solo per consigliare (o sconsigliare) i clienti. Certo, magari il libro del fenomeno Youtube del momento (ma è solo un esempio tra molti)… ecco ne posso fare a meno.
  5. In poche parole facci una fotografia del lettore tipico della Pantaleon: cosa chiede? Come si comporta?
    È tendenzialmente un lettore curioso e questo fa di me un libraio fortunato.
  6. Raccontami una cosa che ami dei tuoi clienti.
    La curiosità di sopra.
  7. Raccontami invece un atteggiamento che proprio non sopporti.
    La fretta eccessiva. Mi faccio in quattro per recuperare i libri il più velocemente possibile, ma quando un testo non risulta disponibile né a magazzino né presso i nostri “grandi rivali” online, allora non ci resta che pazientare un po’. Non sempre si può avere tutto nel giro di un giorno. Ma è un problema che riguarda più che altro i testi di scuola.
  8. Consigliami tre libri che ami particolarmente.
    Conversazione nella «Catedral» di Mario Vargas Llosa
    E non disse nemmeno una parola di Heinrich Boll
    La breve favolosa vita di Oscar Wao di Junot Diaz
  9. Quali sono le difficoltà più grandi di un libraio oggi.
    Per ora ho individuato due difficoltà ben distinte. La prima credo riguardi molte realtà indipendenti: far fronte alla concorrenza delle grandi catene e dei giganti della vendita online come Amazon o Ibs che applicano sconti piuttosto alti anche alle novità, cosa impraticabile per attività come la nostra. La seconda riguarda la scarsa clientela in quell’ampia fascia d’età che va dai tredici fin quasi ai trent’anni. Ho pochissimi clienti tra gli adolescenti, ma magari è un problema mio eh.
  10. Dài un consiglio a tutti i lettori.
    Non farsi spaventare dai nomi di autori poco conosciuti o un po’ troppo “esotici” per le nostre latitudini. Provare ad uscire dalla cerchia dei generi o degli autori ai quali siamo affezionati e presso i quali ci rifugiamo. Intendiamoci, va benissimo leggere l’ultima uscita dell’autore che più ci piace, però potrebbe essere stimolante, ogni tanto, rischiare su qualcosa che non conosciamo così bene, che non sappiamo cosa ci darà. Ci sono molti autori validi in Italia e in Europa, nei paesi dell’est e in realtà emergenti e finora poco frequentate dalla nostra editoria come l’Asia o l’Africa. Provate a cercarli e a leggerli. Magari vi sorprenderanno. Siate curiosi (sempre lì si torna).

La libreria Pantaleon è a Torino in via Giuseppe Grassi 14. Il 30 settembre vi aspettiamo lì con Davide Bacchilega e Erika Nicchiosini per parlare di Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati.

Ci sarete?