Sembra pazzesco ma una delle fasi che mette in crisi più di un aspirante scrittore è proprio come scrivere la biografia da allegare al manoscritto.
Conta non solo cosa scriviamo, ma anche come lo scriviamo, dunque vi do un po’ di consigli a partire dalle biografie che arrivano insieme ai manoscritti.

  1. Scrivetela: magari per mancanza di autostima pensate che a noi freghi niente di chi siete. Oppure per un eccesso di autostima pensate di essere talmente famosi da non dovervi spendere in altro che non sia il vostro manoscritto.
    Ecco, no. Lo dico e lo ripeto: avete a che fare con persone, quindi fate tutto ciò che fareste con uno sconosciuto con cui volete costruire qualcosa. Presentatevi.
  2. Brevi: siate brevi, efficaci, concisi, concreti. Non c’è bisogno che raccontiate TUTTA la vostra vita, anche perché l’editore vorrà spendere il suo tempo a leggere il vostro manoscritto. E quindi men che meno il vostro curriculum: non state cercando un lavoro e del fatto che siate automuniti non ce ne può importare di meno.
  3. Raccontate cose utili e significative su di voi, che servano a descrivervi e individuarvi. Nome e cognome è d’obbligo, anche se volete poi pubblicare sotto pseudonimo.
    Anni? Città dove siete nati e dove vivete? Lavoro? Io li inserirei, soprattutto se sono attinenti in qualche modo al vostro manoscritto. Ad esempio, se ho scritto un romanzo sulla terribile vita che fanno i chirurghi, il fatto che io sia un chirurgo certo può tornare utile. Se avete scritto un libro ambientato a New York e ci avete vissuto questo dettaglio può giocare a vostro vantaggio. Ricordatevi inoltre che avere delle coordinate minime su chi siete e cosa fate vi rende meno dimenticabili.
  4. Pubblicazioni: inserite i libri che avete pubblicato, anche se non ne andate molto fieri perché eravate giovani e ingenui e rileggendovi vi siete chiesti chiddiavoloèstotizio! Se ne avete pubblicati 200 non metteteli tutti: inserite quelli che hanno ricevuto una miglior rassegna stampa, che rappresentano di più il vostro mondo e il vostro modo di scrivere.
    E i libri autopubblicati o pubblicati a pagamento? Gira questa leggenda metropolitana per cui se hai pubblicato a pagamento gli editori ti scartano in automatico. Ecco, non so gli altri ma noi no. Semplicemente per noi non sono pubblicazioni a cui possiamo fare riferimento per farci un’idea su di voi. Ma tenete conto che magari qualche collega si risenta del fatto che andiate così fieri di aver pagato per pubblicare.
    Stesso discorso per i premi: non inserite che il vostro racconto è arrivato ottavo su dieci al concorso letterario sulla montagna di Cantalupo. Lasciate perdere il premio sulla poesia ‘Le brave maestre’ che avete vinto alle medie. Se invece siete candidati al Nobel per la letteratura, ehm, sì quello sì, vi consiglio di metterlo.
    Se collaborate con giornali, blog, riviste segnalatelo, magari senza dilungarvi troppo. Il vostro blog mettetelo, ma se è aggiornato. Altrimenti inserite il profilo social che ritenete parli più e meglio di voi.
  5. Non fate per forza i simpatici: c’è un numero imbarazzante di biografie in cui gli autori cercano di fare i simpatici a tutti i costi. Ecco, no. Le battute le facciamo poi davanti a una birra. Nella biografia sforzatevi di scegliere con cura le informazioni, di essere brevi, di non dimenticare niente, senza mettere tutto. Che non vuole dire essere asettici e noiosi ma semplicemente di dire quello che serve.

E ora amici, tocca a voi mettervi in gioco. Scrivetemi le vostre biografie d’autore ma, attenzione attenzione, non dovete superare le 150 parole.
Ce la fate?