Ho sentito parlare di questo romanzo quando stava ancora prendendo forma. Sapevo solo che era una storia con tre donne per protagoniste ma l’autrice – Monica Coppola – non si era sbottonata troppo.
La scorsa estate ha deciso di farlo leggere a un po’ di persone e sono contento che noi (io e Carlotta) facessimo parte di questo ristretto gruppo.
Allora si intitolava Sottovuoto.
Ho letto la prima bozza in spiaggia e a ogni pagina ero combattuto: la storia mi piaceva, c’erano delle intuizioni molto belle ma anche una serie di imperfezioni su cui bisognava lavorare.
Di solito preferisco scegliere testi che hanno bisogno di poco lavoro, non tanto perché è più comodo ma perché molti autori si barricano dietro le loro idee e rimangono arroccati anche di fronte ai buchi narrativi più evidenti.
Ma Monica la conosco da anni e sapevo che se c’è una persona disponibile, determinata e vogliosa di migliorare tutto ciò che si può migliorare, quella è proprio lei.
Mi sono detto, e poi le ho detto: “Proviamoci.”
Il risultato – credo ottimo – è un romanzo che è diventato La misura imperfetta del tempo, che ha inaugurato il nuovo corso Las Vegas (nuovo logo, nuovo layout, nuovo formato), che abbiamo presentato in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino e che ha subito avuto un successo straordinario, risultando il nostro titolo più venduto non solo di questa ma di tutte le edizioni del Salone a cui abbiamo partecipato (quest’anno era la dodicesima).

Ma perché abbiamo deciso di pubblicare La misura imperfetta del tempo?

La prima cosa che mi ha colpito di questa storia è che ci sono in ballo tre generazioni di donne (nonna, figlia e nipote) e questo la rende potenzialmente interessante per lettori e lettrici di ogni età.
Ma il rapporto tra queste tre donne è lontano da ogni stereotipo. Come sapete, qui a Las Vegas ci piacciono le storie che ribaltano le prospettive e abbattono i pregiudizi, e questa storia apparentemente così intima e familiare si inserisce alla perfezione nel nostro catalogo. È la nonna, Zita, a risultare la più moderna e dinamica delle tre (ed è anche la mia preferita). Mentre la nipote, nonostante i dread, è una ragazza conservatrice e un po’ impantanata in un passato che non ha mai risolto anche per colpa della madre. E del segreto che riguarda l’identità del padre.
Questo segreto è il centro della vicenda e il desiderio di scoprirlo non muove soltanto i personaggi ma anche i lettori, che sono costretti a girare pagina, e ancora, e ancora, fino allo svelamento finale…

Una famiglia, tre donne di tre generazioni diverse e un vecchio segreto che sta per essere rivelato.

Mia ha ventidue anni e lotta perennemente con ansie e insicurezze. È cresciuta nella periferia torinese con i nonni materni, senza sapere nulla dell’identità del padre. La nonna, Zita, è vivace e dinamica ma ora deve superare il lutto per la recente morte del marito. La madre, Lara, ha anteposto la carriera all’istinto materno e vive a Milano dove coltiva ambizioni e amanti conosciuti online.

Durante una vacanza alle terme, Zita incontra Santo, accetta il suo corteggiamento e ricomincia a vivere. Questa sua scelta destabilizza Mia che, ancora legata al ricordo del nonno, inizia a ostacolare la relazione…