Esce “Il ministero della Bellezza” di Marco Lazzarotto: ecco perché l’abbiamo pubblicato

Come abbiamo scoperto Il ministero della Bellezza di Marco Lazzarotto e perché l'abbiamo ripubblicato. Si può sopravvivere senza filtri bellezza?

A volte le storie editoriali si incrociano con le storie personali e si sovrappongono alle storie raccontate nei libri.

Nel 2008 è nata Las Vegas e qualche mese dopo ho conosciuto Carlotta che di Las Vegas sarebbe diventata la First Lady. A parte le nostre, la primissima presentazione a cui siamo andati insieme è stata per il libro d’esordio di Marco Lazzarotto, Ragion per cui, a casa, ne abbiamo DUE copie autografate. Qualche anno dopo Marco ha pubblicato un altro romanzo per un editore che ci piaceva molto e che purtroppo si è fermato da un po’. L’editore era Indiana e il romanzo si intitolava Il ministero della Bellezza. Bellissimo, ci è piaciuto un sacco, sempre divertente e pieno di invenzioni come il primo, ma molto più controllato e strutturato. C’è da dire però che io e Carlotta eravamo prossimi al matrimonio, per cui questa volta abbiamo preso una sola copia.
Passa ancora qualche anno e arriviamo al momento in cui ci siamo detti che era un peccato che questo libro non fosse più reperibile, e così abbiamo lanciato la proposta a Marco: che ne diresti di farne una nuova edizione con noi? E lui ha detto sì.

Ma perché abbiamo deciso di pubblicare Il ministero della Bellezza?

Questo è un romanzo, per tanti aspetti, profetico. Si parla di bellezza, di immagine, di apparenza, ma in maniera contemporanea: non come qualcosa di irraggiungibile e riservato ai divi (questo è un tema superato), ma come qualcosa di necessario per tutti. Addirittura per legge: chi non è bello non può fare vita sociale, non può entrare nel centro delle città per non deturparne l’estetica, e come il protagonista non può scrivere libri a meno di non trovarsi un alter ego pubblico.
Ricordiamo che il romanzo è uscito per la prima volta nel 2013, quindi è come se ci parlasse di Instagram prima della sua diffusione di massa e si occupasse di un tema, quello del body shaming, di cui all’epoca non parlava ancora nessuno. Sulla trama non dico altro perché non voglio togliere il divertimento di scoprire l’evoluzione del protagonista Matteo Labrozzo, uno scrittore mediamente brutto che si ritrova di colpo in un’Italia dominata dall’estetica.
Ma la verità è che nessuno di noi ne è immune: ormai siamo sempre tutti in posa, sempre tutti col filtro bellezza attivato.

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La chiamano Callistocrazia, il governo dei più belli. Sembra uno scherzo, all’inizio, ma in poco tempo quella attuata dal neoistituito ministero della Bellezza diventa la più grande riforma della Repubblica italiana: ogni gerarchia – dalla coda al supermercato alle più alte cariche dello Stato – viene stabilita in base a canoni estetici. Per i brutti è l’inizio di un vero e proprio incubo.

Matteo Labrozzo, giovane scrittore emergente che non si è mai preoccupato abbastanza delle sue maniglie dell’amore e della propria calvizie incipiente, vede la sua vita stravolta: l’editore che aveva creduto in lui rifiuta il suo nuovo romanzo; il rapporto con la fidanzata Lisa s’incrina; il centro storico della sua città gli è precluso, a meno che non indossi in testa un elegante sacchetto per il pane; ovunque vada, individui in camicia bianca lo perseguitano per il suo abbigliamento poco curato.

Matteo però non intende soccombere e, a modo suo, cercherà di resistere alla patinata dittatura della bellezza.

Guarda la diretta con Marco Lazzarotto e scopri tutto su Il ministero della Bellezza

Andrea Malabaila
Sono nato a Torino nel 1977. Nel 2007 ho fondato Las Vegas edizioni, di cui sono Sindaco, direttore editoriale, oscuro burocrate e facchino. Insegno Scrittura Creativa alla Scuola Internazionale di Comics di Torino. Ho pubblicato il primo romanzo a ventitré anni e da allora il vizio della scrittura non mi ha più abbandonato. Fino a qui i romanzi sono sette: “Quelli di Goldrake” (Di Salvo, 2000), “Bambole cattive a Green Park” (Marsilio, 2003), “L’amore ci farà a pezzi” (Azimut, 2009), “Revolver” (BookSalad, 2013), “La parte sbagliata del paradiso” (Fernandel, 2014), “Green Park Serenade” (Pendragon, 2016) e "La vita sessuale delle sirene" (Clown Bianco, 2018). Nella prossima vita voglio essere l’ala destra della Juventus Football Club, nella precedente avrei voluto essere uno dei Beatles.

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