La minima importanza

di Enrico Piscitelli
Quindici frammenti di vita privi di importanza (o forse no).

Prendere il caffè seduti in un bar, decidere che è il momento giusto per baciare una ragazza, scappare da una verità insostenibile, lasciarsi convincere dallo zodiaco, non riuscire a dire la verità. Come dice il titolo dell’ultima di queste quindici storie, inutile è voler capire. Perché tutto questo che importanza ha, in fondo? Sono solo attimi della nostra vita, frammenti, storie senza inizio e senza fine, per raccontare come viviamo nella nostra bolla per pesci.

Pagine: 91
Formato cartaceo: 13 x 19
Formato ebook: epub senza DRM
Uscita: febbraio 2010
Isbn cartaceo: 9788895744131
Isbn ebook: 9788895744940

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Enrico Piscitelli

Enrico Piscitelli

Autore di La minima importanza

Enrico Piscitelli è nato nel 1975 a Trani. Ha pubblicato “La minima importanza” (Las Vegas edizioni, 2010), “Shakerato non mescolato” (Effequ, 2011), “Nessun paradiso” (Round Robin, 2011) e ha curato “Rien ne va plus” (Las Vegas edizioni, 2009). È curatore della collana Novevolt (Editrice Zona).

Primo capitolo

(Storie prive della minima importanza)

Attenzione: ciò che state per leggere potrebbe contenere anticipazioni sul contenuto delle quindici storie di questo libro (cosa della minima importanza, comunque, essendo le storie stesse prive della minima importanza).

Dunque. C’è un luogo, che poi, tecnicamente, è una città. E non c’è nessuna differenza, fra questo luogo e altri luoghi, perché i luoghi sono tutti uguali. Solo, accadono dei fatti; quindici piccole storie: e anche qui non c’è nessuna differenza con tante altre storie.

C’è questo luogo, insomma, dove si sfiorano persone che necessariamente si conoscono, perché la città è piccola e mormora, come fanno tutte le città piccole; e c’è il mare e ci sono le campagne, e i contadini che si svegliano che ancora è buio, mentre altri non sono ancora andati a dormire.
Dove c’è chi investiga sull’Amore – un uomo dalla testa troppo grande – studiando su un manuale di scacchi per dummies; e chi scopre che non può fare a meno di mentire, perché gliel’hanno insegnato, fin da piccolo.
E ci sono due uomini armati di AK47, che vanno all’appuntamento con la loro rapina, ascoltando Love and Marriage di F. Sinatra, mentre il fratello di qualcuno aspetta un treno, che lo porterà da Lei, ma il treno non lo prende, forse perché gli interessa di più l’emozione che prova aspettandolo, il treno – gl’interessa più il treno in sé, l’idea di treno, l’attendersi.
E qualcuno, in un bar – o nella cucina di casa – davanti a dei bicchieri vuoti, tenta sempre di dimostrare che ha scoperto tutto, della vita; e qualcun altro, per non morire di noia, trova il coraggio di uccidersi, nonostante il caldo.
Probabilmente ci sono le cicale che friniscono: cioè, in realtà non c’è alcuna cicala, in nessuna delle quindici storie; nessuno frinisce, insomma. E forse nessuno finisce, almeno non fino in fondo. Ma potrebbero esserci, le cicale, perché la città oltre che piccola è calda.