Come scrivere la lettera di presentazione per il tuo manoscritto

24 Novembre 2016

Scrivere la lettera di presentazione (o di accompagnamento) per il proprio manoscritto è un altro di quei momenti tragico-thriller-horrorifici che mettono in crisi anche lo scrittore più impavido.

La domanda è: cosa ci scrivo? Provo a darvi qualche suggerimento.

Salutate: io non mi stancherò mai di dire che dall’altra parte c’è una persona e che “Buongiorno”, “buonasera”, “ciao coso” non hanno mai ammazzato nessuno. Se poi sapete anche come si chiama chi riceve la lettera anche meglio.

Evitate cose tipo “Gentile Las Vegas edizioni”: Las Vegas edizioni non è una persona. Io opterei per un generico “Buongiorno” piuttosto.

Si chiama lettera di presentazione, per cui presentatevi. “Sono Pino Cammino, ho 36 anni, di lavoro faccio il passante” può essere un buon inizio. Io non mi dilungherei troppo: se poi inserite anche la biografia meglio non essere ripetitivi. Se avete però una pubblicazione importante alle spalle vale la pena di ripetersi. Non fateglielo scoprire nella biografia che avete vinto il premio Nobel ma non avevate tempo di ritirarlo.

Cosa volete?

Sì, lo so, dal voluminoso pacco che avete spedito dovrebbe capirsi che è un manoscritto, però tenete conto che in casa editrice arriva di tutto e di più. Volumi di prova delle tipografie, libri di gente che è stata rifiutata e vuole farvi vedere che ce l’ha fatta, libri di amici che ci tenevano a farci avere una copia, libri di gente che vuole solo un parere ma non gli interessa pubblicare (true story). Quindi scrivetelo: vorrei pubblicare con voi. E inserite anche il titolo del manoscritto.

È un sistema comodo, soprattutto nel caso degli invii in digitale, per ritrovare la lettera relativa a una manoscritto. E anche con il cartaceo il rischio di fogli volanti è alto. Aiutiamo questi editori disordinati a non perdersi in un mare di carta o di bit.

Perché proprio noi?

Dimostrate di conoscere la casa editrice: dite in che collana volete essere inseriti, se avete letto un libro (dovreste) ditelo. Magari avete partecipato a qualche evento. Insomma fate sapere all’editore che l’avete scelto per un motivo e non perché avete spedito a casaccio.

Faccio una piccola precisazione: ho fatto molta fatica a scrivere questo post perché la lettera di presentazione è sempre argomento di dibattito. Quindi prendete questi qui sopra come suggerimenti, e non come leggi.

C’è anche chi preferisce integrare direttamente biografia e sinossi nella lettera di presentazione: potete farlo, ma formattate il testo in modo da evitare l’effetto monoblocco. Usate gli spazi, gli a capo e i rientri per “dare aria al testo” e magari anche i titoletti.

Su tre cose però insisto:

Siate brevi: la lettera serve giusto a dare all’editore un’idea generale di chi siete, cosa fate, cosa volete, (un fiorino!).

Siate umili e non fate i piagnoni. Scrivere cose tipo “Sono il più grande scrittore vivente ma gli editori non capiscono” non fa che indispettire chi vi legge. I giudizi lasciateli agli editori e ai lettori, voi limitatevi a esporre i fatti. Niente affermazioni tipo “Il manoscritto è già in visione presso altri editori. Fate in fretta se no ve lo rubano.” Non state vendendo pentole e gli editori di ricatti così se ne vedono arrivare 8 al giorno.

Niente “Vi faccio vendere 50000 copie” perché a meno che non facciate gli editori, e spesso neanche in quel caso, non siete assolutamente in grado di fare valutazioni di questo tipo.

Vi vengono in mente altre domande o suggerimenti?

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Carlotta

Si occupa di comunicazione. Aiuta chi ha un progetto interessante a raccontarlo online. Collabora con Las Vegas edizioni dal 2008 occupandosi di social media e ufficio stampa. Insegna e vive a Torino con un marito che fa l'editore, lo scrittore e lo Juventino e un Piccolo Gremilin.

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Commenti

10 Commenti

  1. Viola Ricciardi

    Ciao Carlotta. Grazie per l’articolo, spero di attenermici in futuro. Avrei un paio di domande:
    1)Se volessi pubblicare sotto pseudonimo, dovrei specificarlo nella lettera?
    2)Presentazione e sinossi devono essere nella stessa lettera?
    Grazie della tua risposta
    Viola

    Rispondi
    • Carlotta

      Ciao Viola,
      1) Se vuoi pubblicare sotto pseudonimo è meglio specificarlo prima. Se puoi spiega anche il motivo.
      2) Puoi fare un po’ come vuoi: secondo me la presentazione deve dare una breve panoramica sul tuo progetto, su di te, sul perché hai scelto proprio quella casa editrice.
      Se la sinossi è lunga (ma consiglio di non andare TROPPO per le lunghe) puoi anticipare di cosa parla il libro nella lettera e poi rimandare alla pagina dedicata alla sinossi.
      Però tieni conto che è un consiglio personale e non va preso come legge.

  2. Claudia

    Ciao Carlotta
    ho letto il tuo articolo e l’ho trovato molto interessante e sopratutto utile, ho solo una domanda:
    Quando invio la mail/lettera di presentazione, devo allegare tutto il manoscritto oppure solo qualche cartella?

    Rispondi
    • Carlotta

      Se lo mandi a noi, il manoscritto deve essere intero come scritto qui. https://www.lasvegasedizioni.com/manoscritti/ Altrimenti ogni editore ha le sue linee guida. Se non c’è scritto niente nel dubbio io lo manderei intero.

  3. Matteo

    Articolo interessantissimo. Avrei una domanda: cosa ci va in allegato all’email? Io vorrei fare un graphic novel e mi piacerebbe sapere come mandare un email. Grazie 🙂

    Rispondi
    • Carlotta

      Ciao Matteo, noi facciamo solo romanzi e racconti, e riceviamo solo in cartaceo, quindi non saprei proprio risponderti.
      Ti conviene chiedere a chi fa graphic novel.

  4. michelerenzullo

    Ciao Carlotta, ottimo pezzo, utile e simpatico. Ho una domanda: le case editrici accettano anche opere che sono state già pubblicate in self-publishing? Oppure l’auto-pubblicazione è una strada a senso unico? (ovvero, ci si “brucia” la possibilità di pubblicazione tramite canali tradizionali?)
    Grazie della tua risposta
    Michele

    Rispondi
    • Carlotta

      Mah, dipende dal testo, dalla casa editrice, dall’autore, dal contratto che hai firmato con la piattaforma che lo ospita, da un sacco di cose insomma. Secondo me non è detto che se pubblichi in selfpublishing tu non possa poi trovare un editore che ti ripubblica quel libro. Però, appunto, dipende da molti fattori.
      Vale la pena di provare.
      Grazie per essere passato di qui 😉

  5. Sunny Valerio

    Ciao,
    ho trovato l’articolo interessante. Come fai notare, ho quasi più difficoltà a scrivere questa benedetta lettera di presentazione, che non la sinossi (altra impresa) o l’intera opera.
    Ho scritto due romanzi, sono una giovane esordiente, e adesso vorrei inviare i miei manoscritti con il buon proposito di interessare degli editori (sono positiva, per questo parlo al plurale XD).
    Arrivo al dunque, una lettera di presentazione quanto deve essere corposa e viceversa, proprio a livello di parole (una quantità indicativa)?
    Nella presentazione parlo di me, chi sono, dove vivo, quando sono nata, cosa faccio e i miei gusti letterari (meglio specificare solo il genere, per esempio, nel mio caso il thriller?). E’ importante anche dare un breve input alla storia che si va a proporre (esempio cosa ha spinto a scriverla?) o è sufficiente la sinossi?
    Dopo tutte queste fisime mentali, ringrazio tantissimo e spero di ricevere una risposta!
    Ciao!
    Sunny

    P.s. sarebbe utilissimo vedere un buon esempio di lettera di presentazione, non per scopiazzare, ma quanto meno per esser certi non forare completamente e bruciarsi opportunità per la presentazione.

    Rispondi
    • Carlotta

      Ciao Sunny,
      intanto scusa per il ritardo con cui ti rispondo. Ero tentata di risponderti che la lettera deve essere lunga quanto serve ma volevo evitare che mi maledicessi con tanto di bambola vudù e spilli XDD
      Io direi di tenersi sulle 10/15 righe, non di più. 1000 caratteri spazi compresi secondo me bastano per dire tutto. Se vuoi inserire un riga per spiegare più o meno di cosa parla il libro non verrai frustata.
      A me personalmente dei gusti letterari interessa poco, però insomma se li inserisci non muore nessuno. L’importante è non dilungarsi inutilmente.
      Io starei anche attenta a mettere il genere: ad esempio Las Vegas non pubblica libri di genere, quindi io non lo metterei, tanto dalla sinossi si capisce. Mentre se la casa editrice cerca espressamente di genere e magari ha più collane di diversi generi può essere utile.
      Ecco, forse far vedere di conoscere bene le collane dell’editore è più utile: io indicherei quella piuttosto del genere.
      Per la lettera d’esempio ci pensiamo 🙂
      Un abbraccio e in bocca al lupo!

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