Guardrail

di Eva Clesis

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Alice ha sedici anni, è orfana, mezza inglese, vive in un paesino del Sud e ha un piano. Quello di fuggire dalla dispotica nonna paterna, che utilizza il terrore come politica educativa, da un'amica snob e traditrice, da un amore senza speranza e dalla scuola che non le perdona i suoi problemi con la lingua italiana. Con cinquecento euro in tasca, decide di fare l'autostop e scappare verso le sue origini. E qui inizia l'avventura on the road, a bordo di una macchina guidata da un tizio misterioso che non la vuole accontentare, fino al rovesciamento della storia e persino dell'identità dei personaggi, con un colpo di scena che spiazza ed emoziona.

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Guardrail

Autore: Eva Clesis

Data pubblicazione: ottobre 2008

Pagine: 152

Alice ha sedici anni, è orfana, mezza inglese, vive in un paesino del Sud e ha un piano. Quello di fuggire dalla dispotica nonna paterna, che utilizza il terrore come politica educativa, da un’amica snob e traditrice, da un amore senza speranza e dalla scuola che non le perdona i suoi problemi con la lingua italiana. Con cinquecento euro in tasca, decide di fare l’autostop e scappare verso le sue origini. E qui inizia l’avventura on the road, a bordo di una macchina guidata da un tizio misterioso che non la vuole accontentare, fino al rovesciamento della storia e persino dell’identità dei personaggi, con un colpo di scena che spiazza ed emoziona.

Rassegna stampa.

Anteprima.

Eva Clesis è nata nel 1980 a Bari. Ha pubblicato “A cena con Lolita” (Pendragon, 2005), “Guardrail” (Las Vegas edizioni, 2008), “101 motivi per cui le donne ragionano con il cervello e gli uomini con il pisello” (Newton Compton, 2010), “E intanto Vasco Rossi non sbaglia un disco” (Newton Compton, 2011), “Parole sante” (Perdisa Pop, 2013), “Finché notte non ci separi” (Lite Editions, 2014).

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Su SoloLibri.net Matteo Grimaldi ha intervistato Eva Clesis a proposito di Guardrail:

Alice, la protagonista del tuo secondo romanzo ‘Guardrail’, nonostante tutta la sofferenza che vive, continua a credere nella possibilità di essere felice, a cercare il suo paese delle meraviglie, e non si arrende di fronte a niente pur di riuscire. Qual è il limite oltre il quale il dolore si fa irrimediabile? Si può davvero sempre rinascere oppure esistono tristi approdi in cui la vita inspiegabilmente ti porta, ai quali abbandonarsi senza possibilità?

Non sono convinta che dopo la caduta ci si possa rialzare sempre, lamentando qualche graffio e niente più. Penso anzi che un limite esista, diverso per ognuno di noi: è il limite oltre il quale la sofferenza ti cambia lasciandoti in uno stato dormiente, rigido e prevenuto. L’infelicità è come un letargo. Quando sei infelice hai il cuore congelato e la volontà di diventare la persona che un tempo volevi essere si è come sbiadita. Per uscirne bisogna reagire, certo, ma crescendo diventa sempre più difficile, hai l’illusione che i giochi si siano già fatti: questo perché l’infelicità è direttamente proporzionale alla nostra incapacità di cambiare vita per guarirci e di trovare l’alterità, il confronto.
Guardrail in questo è un libro molto simbolico, dove Alice rappresenta gioventù e caparbietà, mentre il personaggio della nonna è annichilito dalla piega che ha preso il suo destino e si è ormai come fossilizzato.

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