Making Movies

di Hector Luis Belial

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Un pittore dorme nel suo letto, ha l'ombra della morte tra le pieghe del volto e una pallottola sta per entrare dalla sua finestra. Il proprietario del proiettile è El Niño, il killer. E presto il pittore scoprirà che successo e fallimento sono parte della stessa medaglia. Un vecchio cammina solitario nelle strade notturne di New York, ha le scarpe sformate ed è disarmato. È un celebre ladro che si prepara per l'ultimo piano, la sua opera finale. Al Café des Arts un mercante d'arte senza remore e un tranquillo avventore italiano fondano la loro intesa sulla menzogna reciproca. Ma ora mettetevi comodi perché un film sta per iniziare, e parla anche di quest'ultima notte, prima della fine dei colori.

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Making Movies

Autore: Hector Luis Belial

Data pubblicazione: novembre 2017 (2ª edizione)

Pagine: 260

Un pittore dorme nel suo letto, ha l’ombra della morte tra le pieghe del volto e una pallottola sta per entrare dalla sua finestra. Il proprietario del proiettile è El Niño, il killer. E presto il pittore scoprirà che successo e fallimento sono parte della stessa medaglia. Un vecchio cammina solitario nelle strade notturne di New York, ha le scarpe sformate ed è disarmato. È un celebre ladro che si prepara per l’ultimo piano, la sua opera finale. Al Café des Arts un mercante d’arte senza remore e un tranquillo avventore italiano fondano la loro intesa sulla menzogna reciproca. Ma ora mettetevi comodi perché un film sta per iniziare, e parla anche di quest’ultima notte, prima della fine dei colori.

Rassegna stampa.

Anteprima.

Hector Luis Belial / Elia Gonella è nato nel 1987 ad Arzignano (VI). Ha pubblicato “Saxophone Street Blues” (Las Vegas edizioni, 2008), “Making Movies” (Las Vegas edizioni, 2009), “Alla corte del Re Cremisi” (Las Vegas edizioni, 2011). Lavora come sceneggiatore per il cinema e la televisione.

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Making Movies è stato recensito su Paper Street:

E tu l’ascolti, questo libro. Mica lo leggi. Ecco adesso siete tu e questa voce. Una voce profonda, da doppiatore hollywoodiano. E questa voce ti racconta il libro, in pieno trip. Making Movies (2009) non è un libro per sobri. O per gente lucida. Razionale. In giacca e cravatta. È al contrario la perfetta colonna sonora di un trip da stupefacenti, come peraltro suggerito nell’ENTR’ACTE che spezza il libro in primo e secondo tempo, come fosse un film. Ecco, appunto, il film. I rimandi alla cinematografia e al mondo del cinema sono molto frequenti, e partono dal titolo stesso del libro, Making Movies, scelto dall’autore – Hector Luis Belial – per il suo doppio accostamento al rock e al cinema (Making Movies, album del 1980 dei Dire Straits, ascoltato più volte da Belial durante la fase di scrittura. Movies, al plurale, perché il libro è una carrellata di storie, personaggi, comparse e punti di vista). Le pagine sono inquadrature. Il lettore si muove libero tra i confini della sceneggiatura. Personaggi, comparse, situazioni. Un cazzo di casino. Postmodernismo, lo chiamano. A me sembra più un’orgia confusa di corpi e sentimenti. Qualcosa di buono. Un’esperienza strana. Sicuramente originale. Un libro che non ha genere né etichetta. Libero. Un libro che va letto e basta.

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