Libri e film per Halloween: due proposte perturbanti da leggere e guardare

da | 27 Ott 2026 | Leggere | 0 commenti

Per la notte in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventa più sottile, quasi impalpabile, vorrei darvi due consigli che giocano con ciò che ci fa più paura. Nel mio saggio Non aprite quel libro! ho dedicato un capitolo al concetto di perturbante. Se l’horror è più sincero, giocando a carte scoperte nel desiderio di farti paura, il perturbante è più subdolo e sottile.

Ti attrae, e solo dopo ti spaventa.

Quando ti sei avvicinato per guardare meglio: è allora che cadi nella sua rete e non puoi più scappare dalla paura. Perturbante – «unheimlich» – è qualcosa di familiare («heim», casa) negato dal suo prefisso «un». Assume però anche il senso di «venuto alla luce», perché «non più nascosto». Parliamo di qualcosa di familiare in modo inquietante, al tempo stesso estraneo: qui c’è qualcosa che ci riguarda molto da vicino.

Per questo Halloween, vi propongo due storie con cui inquietarvi: esploriamo insieme l’horror che sfuma nel perturbante?

La casa – Vendesi casa infestata, Grady Hendrix, libro

Parliamo del luogo per eccellenza più apparentemente sicuro e intimo, quello che porta con sé riflessioni sulla famiglia, il luogo in cui vengono sepolti i segreti. La casa.

Se vi dicessi che sarete terrorizzati da una storia in cui troverete una casa infestata e dei burattini, cosa pensereste? Per i burattini, possiamo prendere in prestito il concetto di Uncanny Valley teorizzata dallo scienziato giapponese Masahiro Mori: quando c’è qualcosa che si avvicina alle fattezze umane (dal robot all’androide, dalla marionetta allo zombie), quando si supera un certo livello di somiglianza, ci si scontra con il perturbante. Tra l’inganno e la verosimiglianza: il cortocircuito ci provoca quella sensazione orrenda di non capire, quella percezione di non saper riconoscere o far combaciare le fattezze con quelle umane. Così, anche i nostri burattini possono inquietarci, facendoci andare incontro a una sensazione perturbante.

Vendesi casa infestata di Grady Hendrix ruota intorno a un ricongiungimento familiare forzato: Mark e Louise sono fratello e sorella. I loro rapporti non sono idilliaci; dovranno però cercare di passare sopra a tutti i loro dissapori, unendo le forze per riuscire a vendere la casa dei loro genitori, morti in circostanze misteriose. Ciò che complica un po’ le cose è che la casa sembra proprio essere infestata. Louise è una madre «esperta nel fare cose che avrebbe preferito evitare» (pag. 26), mentre Mark sembra decisamente (all’inizio) un personaggio egoista.

Ma nulla è come sembra: questa casa finisce per sembrarci infestata prima di tutto da segreti familiari. Solo quando li si riporta alla luce, i fantasmi si dileguano per lasciare spazio ai ricordi e al calore, con il profumo di biscotti che si spande per le stanze. Ancora una volta, l’horror e il perturbante si rivelano pieni di calore umano.

Ci sono storie che diventano vere, come quelle del Coniglietto di velluto, perché lasciar andare il passato e coloro a cui abbiamo voluto bene è troppo difficile. Questo libro ci sta parlando anche del grande tema della morte e del lutto difficilissimo da superare (i nomi dei capitoli sono legati alle varie fasi dell’elaborazione). E ci parla di ignoto, di cambiamento e di quanto questo faccia paura agli esseri umani.

Perché possiamo abbandonarci con piacere al soprannaturale, l’impianto realistico precedente deve tenere: e così, abbiamo un momento in cui i personaggi devono decidere di abbandonare il proprio scetticismo, se vogliono sopravvivere.

L’horror ci chiede di credere ai nostri sensi e alla magia, di abbandonare la logica per poter sopravvivere.

Le relazioni – Speak No Evil, film

Abbandoniamo ora i territori più giocosi e ironici del libro di Grady Hendrix per avventurarci in quelli di un film che non ha proprio nulla di giocoso. Il perturbante può annidarsi anche in territori in cui non troviamo nulla di soprannaturale. Speak No Evil, film del 2022, è stato poi oggetto di un recente remake nel 2024; mi concentrerò su quello del 2022 diretto da Christian Tafdrup, che tra i due è decisamente il più perturbante.

Protagonista del film è una famiglia danese che, durante una vacanza in Toscana, conosce una famiglia olandese. Le due coppie legheranno, e così anche i rispettivi figli; così, una volta tornati a casa, quando riceveranno un invito dalla coppia olandese con l’idea di andare a passare un po’ di tempo a casa loro, i nostri protagonisti accetteranno.

Eppure, non si conoscono molto: questo risulta chiaro quando, una volta arrivati, il capofamiglia sembra non ricordare che la sua ospite è vegetariana, innescando un primo momento di sottile tensione e senso di sopraffazione. Molto si gioca sul fatto che noi spettatori siamo consapevoli del fatto che Louise sia stata ben chiara nel parlare delle proprie scelte alimentari, e iniziamo a sospettare che il padrone di casa stia soltanto fingendo di essersene dimenticato.

Già, ma perché mai dovrebbe farlo? Sarà solo la prima volta di tante, nel corso del film, in cui ci porremo questa domanda: in un crescendo di tensione e di momenti in cui vorremo soltanto distogliere lo sguardo dallo schermo, assisteremo impotenti alla discesa all’inferno della coppia di malcapitati la cui unica colpa è stata quella di accettare un invito da due persone che non conoscevano abbastanza.

Cosa siamo disposti a subire, pur di non sembrare maleducati o di non entrare in conflitto con l’altro? Fin dove si può ancora parlare di buone maniere, e quando invece entriamo in altri territori?

La paura, ma direi meglio ancora l’orrore, suscitati da questo film vi resteranno addosso per molto tempo. C’è una forma sottile di inquietudine psicologica che può essere molto più pervasiva di ciò che siamo abituati a catalogare come spaventoso.

Che cos’è la paura e cosa è capace di farci davvero paura?

Per scoprirlo e per continuare l’esplorazione attraverso molti altri titoli, potete consultare il mio saggio Non aprite quel libro!: siete giusto in tempo per procurarvi il libro o il film giusto per la serata di Halloween in arrivo!

Chiara Sinchetto

Chiara Sinchetto

Chiara Sinchetto è nata nel 1987 in provincia di Torino. Laureata in filosofia tra Torino e Ginevra, è editor e mentore culturale, si occupa di promozione della lettura e lavora per togliere all’horror l’etichetta di genere di serie B. Con Las Vegas edizioni ha pubblicato Non aprite quel libro! (2023), un saggio sull’horror e sul perché ci piace provare paura.

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