Prendi la DeLorean e scappa

di AA.VV. (a cura di Andrea Malabaila)
Diciotto racconti ispirati alla saga di Ritorno al futuro.

Un tempo il 2015 era il futuro. Lo era nel 1985, l’anno di uscita nelle sale cinematografiche di Ritorno al futuro. Lo era nel secondo film della trilogia, con le macchine volanti, l’hoverboard, le scarpe autoallaccianti e una certa nostalgia per gli anni Ottanta. E oggi, che siamo davvero nel 2015, che cos’è rimasto di tutto ciò? Con quest’antologia di diciotto racconti vogliamo festeggiare il trentennale della saga di Zemeckis e portarvi ancora una volta avanti e indietro nel tempo. Siete pronti a partire con noi?
Racconti di Davide Bacchilega, Marco Candida, Eva Clesis, Vito Ferro, Roberto Gagnor e Michela Cantarella, Enzo Gaiotto, Manuela Giacchetta, Elia Gonella, Andrea Malabaila, Christian Mascheroni, Gianluca Mercadante, Claudio Morandini, Gianluca Morozzi, Daniele Pasquini, Giorgio Pirazzini, Giuseppe Sofo, Daniele Vecchiotti, Paolo Zardi.

Pagine: 158
Formato cartaceo: 13 x 19
Formato ebook: epub senza DRM
Uscita: maggio 2015
Isbn cartaceo: 9788895744322
Isbn ebook: 9788895744667

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Andrea Malabaila

Andrea Malabaila

Fondatore di Las Vegas edizioni

Andrea Malabaila è nato a Torino nel 1977. Ha pubblicato il primo romanzo a ventitré anni e da allora il vizio della scrittura non l’ha più abbandonato. Fino a qui i romanzi sono sei: “Quelli di Goldrake” (Di Salvo, 2000), “Bambole cattive a Green Park” (Marsilio, 2003), “L’amore ci farà a pezzi” (Azimut, 2009), “Revolver” (BookSalad, 2013), “La parte sbagliata del paradiso” (Fernandel, 2014),  “Green Park Serenade” (Pendragon, 2016) e “La vita sessuale delle sirene” (Clown Bianco, 2018). Nel 2007 ha fondato Las Vegas edizioni, per cui ha anche curato “Viva Las Vegas” (2008) e “Prendi la DeLorean e scappa” (2015).
Insegna Scrittura Creativa alla Scuola Internazionale di Comics di Torino.

Primo capitolo

Mutando (di Daniele Vecchiotti)

Sala 2, fila N, posto 15.
Colpito e affondato.
Al cuore.
Sono trent’anni esatti che non entro in questo cinema, e su un’anima d’annata come la mia i troppi segni del tempo trascorso lasciano addosso lo stesso deludente gusto di questa Coca-Cola annacquata. Te la allungano con un chilo di ghiaccio, ormai, versandola dentro un bicchiere di cartone freddo, asettico e privo della ormonale sensualità tipica di quelle vecchie, sinuose bottigliette
in vetro che sembravano studiate apposta per noi, ragazzini perennemente assetati di curve.
È cambiato proprio tutto, da allora: la vecchia platea è stata suddivisa in tre sgabuzzini con uno schermo grande sì e no quanto l’ultimo modello di Tv al plasma LG, e la galleria in cui i più grandi di noi salivano a coppie per le prove generali di petting spinto sognando un’altra dimensione ha finito col trasformarsi nell’ipertecnologica Room 3D Dolby Surround dove lo spettacolo risulta così travolgente e sensoriale che per lo spettatore non è nemmeno necessario avere una propria fantasia, aggiungere qualcosa di suo. Da anni è vietato fumare, e non accade più che a metà pomeriggio la parte alta della sala sia già avvolta in una nuvola di nicotina. Anche il sistema di proiezione non è quello di un tempo: la perfezione del digitale ha reso obsolete le vecchie pizze a 35 mm con la capricciosa pellicola sempre in cerca di mille attenzioni, e adesso, grazie allo straordinario progresso della tecnologia, i film hanno tutti quel retrogusto insapore di popcorn più propenso a finire sul pavimento che dentro lo stomaco.
Insomma non è più lo Splendor di una volta, ma un triste, anonimo agglomerato di plastiche varie tenute insieme da un nome che sarebbe perfetto per un integratore di ansia: Multiplex.
Solo il titolo in programmazione stasera sembra non aver subito gli effetti del tempo. Ritorno al futuro. Proiezione eccezionale One Night and One Night Only in occasione del trentennale dell’uscita nelle sale italiane. Insomma un’occasione che non dovevo perdere per sganciarmi per sempre dal tempo andato e, all’alba dei quarantatré, cominciare magari a pensare anche io al domani.