Chi mi conosce lo sa: non amo particolarmente il genere fantasy. Inoltre qui a Las Vegas evitiamo i generi classici, fantasy compreso, per cui in apparenza La bambina di un milione di anni non aveva chance di essere scelto tra le nostre pubblicazioni.
Dopotutto questa è la storia di due entità che si fronteggiano da millenni: l’Eroe e il Necromante! Qui c’è un sacco di fantasy!
Ma perché abbiamo deciso di pubblicare La bambina di un milione di anni?
Prima di tutto perché non è soltanto un fantasy. Le due entità di cui sopra vivono attualmente nel nostro mondo, in un piccolo paese del centro-sud dell’Italia. È una storia che mischia in maniera sorprendente elementi fantastici e senza tempo con i temi attualissimi dell’immigrazione e dello scontento che agita la provincia italiana.
Ancora una volta Lorenzo Vargas mi ha fregato. Ci era riuscito con Una più del Diavolo, in cui aveva creato un urban fantasy ambientato nella Napoli di oggi, mischiando personaggi contemporanei e antieroici, come il protagonista Giovanni Archei, con personaggi soprannaturali, angeli, demoni e persino Dio.
Ma quello che colpisce di più di questi due romanzi è che Vargas associa sempre una grande accuratezza delle fonti citate (e sono tantissime) a uno stile ironico che riesce a farsi apprezzare anche da chi non si ritiene un appassionato del genere.
Provate a immergervi nei suoi mondi e poi ditemi.


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