Lo diciamo subito: Cacciatori di teglie è un libro fuori dagli schemi. Decisamente inetichettabile. Il tipico libro Las Vegas che mette in crisi i librai: in quale scaffale collocarlo?
È un libro di cucina? Sì, ma non in senso convenzionale.
È un ricettario? Forse più propriamente un anti-ricettario.

Cacciatori di teglie è soprattutto un manuale di sopravvivenza per chi bazzica poco in cucina e ha la necessità, di tanto in tanto, di nutrirsi autonomamente.
Perché il presupposto da cui è partito l’autore, Simone Cerri, è che viviamo nell’Età della Cucina, in cui pare – ma pare soltanto – che tutti siano ormai adepti di un culto in realtà accessibile a pochi.
Non basta guardare millemila programmi televisivi per diventare degli chef come Cannavacciuolo. Non basta nemmeno seguire pedestremente i ricettari che invadono le librerie e che spesso nascondono un linguaggio oscuro.
La vera domanda di chi entra in cucina per la prima volta con le migliori intenzioni è: “Se non so nulla di ricette e ingredienti, cosa mi significa q.b.?”
Ecco allora venire in soccorso questo manualetto, in cui Cerri si presenta come il mentore perfetto dei Cacciatori di teglie, essendo lui stesso un Cacciatore di teglie che ha provato a emanciparsi da autodidatta.
Necessaria precisazione: i Cacciatori di teglie del titolo e a cui si rivolge il libro sono tutti coloro che in cucina sono sempre entrati solo per cercare cibo già pronto da mettere in pancia.
Ecco quindi delle ricette semplici semplici, tipo la cotoletta o la pasta al ragù, spiegate in maniera ancora più semplice ma anche molto divertente. Senza paroloni incomprensibili e senza spocchia. Una sorta di “cucina for dummies”.
Cacciatori di teglie non è il primo libro che Simone Cerri pubblica con noi: esattamente dieci anni fa aveva pubblicato Non sparate sul regista, in cui prendeva di mira, sempre in maniera ironica, i film d’azione americani. Questo per dire che i suoi interessi sono molto variegati, anche se a giudicare dai suoi scritti il suo interesse principale rimane la modella Adriana Lima (non faccio spoiler).

Ma perché abbiamo deciso di pubblicare Cacciatori di teglie?
Tanti anni fa il nostro primo distributore ci aveva gelati così:
“Con la narrativa non avete speranze perché vi andate a scontrare contro i giganti. Dovreste valutare di fare libri di cucina e libri di montagna.”
È finita che abbiamo salutato il vecchio distributore e abbiamo continuato a fare quello che ci interessava proporre al pubblico.
Ma quell’episodio ci è tornato in mente quando abbiamo deciso di pubblicare Cacciatori di teglie.
Stavamo quindi ammettendo che il vecchio distributore aveva ragione?
Stavamo ritrattando tutto?
No.
Perché Cacciatori di teglie è esattamente il libro di cucina che non solo esce dagli schemi, ma va contro tutti gli altri libri di cucina, addirittura oserei dire contro un modo un po’ pigro di pensare i libri. Uno sberleffo, ma uno sberleffo utile.
Ecco il motivo per cui Cacciatori di teglie mi è sembrato un libro giusto da proporre al pubblico, e in particolare in questo momento storico in tutti si prendono troppo sul serio.
C’è più che mai bisogno di leggerezza e – perché no – di mettere nella pancia qualcosa di buono ma che non richieda preparazioni infinite.
Quindi: riempite le librerie e svuotate i ristoranti! Vedrete che, anche economicamente, ne sarà valsa la pena.



Grazie, bella presentazione del libro e della casa editrice. Auguri per il vostro futuro e anche per il presente.
Grazie <3