Cacciatori di teglie
Simone Cerri
Quando entri in cucina hai una sola cosa in mente: uscirne vivo e possibilmente con la pancia piena. Quello che ti serve
non è un libro di cucina né un ricettario per aspiranti chef pronto a trasformarti nel prossimo food influencer.
Quello che ti serve è un manuale di sopravvivenza per chi si avvicina ai fornelli con cautela, diffidenza e una discreta dose di improvvisazione.
In un’epoca in cui cucinare sembra diventato un rito iniziatico riservato a pochi eletti, Simone Cerri smonta il mito della cucina come vocazione e la riporta nella vita quotidiana.
L’obiettivo? Una dignitosa autosufficienza culinaria.
Tra ricette essenziali, scorciatoie dichiarate, strumenti di fortuna e unità di misura creative, Cacciatori di teglie ti accompagnerà lungo un percorso pratico che va dai fondamentali assoluti fino a piatti capaci di reggere una cena. Il tutto con una scrittura ironica, spiazzante, che parla a chi ha sempre pensato di “non essere portato”.
Un libro per persone dotate di pollici opponibili, per cuochi riluttanti, per chi cucina quanto basta. E, contro ogni
aspettativa, sopravvive.
Dettagli
Pagine:
Formato cartaceo: 15 x 21
Formato ebook: epub senza DRM
Uscita: maggio 2026
Isbn cartaceo: 9788831260404
Isbn ebook: 9788831260411

Simone Cerri è nato a Milano nel 1973. Nel tempo non libero svolge la professione di leguleio — come si diceva nel Far West — mentre in quello libero scrive, va in bicicletta e mugugna contro il genere umano. Personaggio tragicamente anacronistico, tira di scherma, compone minuetti, fa di conto e scrive strambotti per la sua bella.
Si nutre di carni rosse, insalata russa, nervetti e caffè e si mantiene in forma ignorando con costanza i consigli medici.
Ha pubblicato Italian Tabloid (NeP edizioni, 2010), La farfalla di Lana Turner (Leone, 2013), Un condominio di gente dabbene (Festina Lente Edizioni, 2014), Non sparate sul regista (Las Vegas edizioni, 2016), Scacco matto a Max Weber (Rossini Editore, 2022), Cacciatori di teglie (Las Vegas edizioni, 2026) da cui, contro ogni previsione, non sono stati tratti film.
Il cacciatore di teglie viene in cucina per mangiare e basta. Per lui la fiamma della cucina a gas è una specie di sortilegio,
guardata con stupore misto a meraviglia, un po’ come una mucca che guarda passare il treno.
L'incipit di Cacciatori di teglie
Ebbene sì, la nostra è l’Età della Cucina. La preoccupazione per il cibo è diventata ossessione, l’attenzione per la gastronomia è diventata patologica. Viviamo in un’epoca in cui anche il panino fetente con la salamella fuori dallo stadio ha acquisito una sua dignità (ora si chiama street food, e costa il triplo anche se è fetente come prima).
Ora, cari Cacciatori di teglie, pensate che un ministro del culto sia intenzionato a farci accedere al suo patrimonio di conoscenze, così che anche noi possiamo assurgere al suo ruolo, oppure che ci renderà inaccessibile il suo status, e le modalità per ottenere un simile potere?
Buona la seconda. E la storia ce lo insegna. Tutte le grandi lotte e relative conquiste sono state battaglie per un qualche accesso. Nell’antica Roma il diritto poteva essere esercitato e azionato solo grazie ad alcune formule, ovviamente mai scritte, e conosciute solo dai pontefici e da una cricca ristrettissima.



