Voglia di scrivere?

Sceneggiatura, romanzo o post?

Sono arrivati i nuovi corsi e sono tutti in sconto!

 

Fammi vedere!

La notte raccolgo fiori di carne

di Giorgio Pirazzini
Quanto vale la tua innocenza?

Svegliarsi e ritrovarsi chiusi in una stanza. Al centro della stanza c’è un tavolo e sopra il tavolo una valigia e dentro la valigia qualcuno che si divincola. All’inizio la missione del protagonista è quella di scrivere e immortalare le gesta di quattro sadici. È l’unica possibilità, forse, per uscire vivo da quella stanza, per non finire lui stesso nella valigia. Ma da qui prende vita un gioco infernale fatto di vittime e carnefici senza distinzione, con continui colpi di scena, dove l’istinto di vendetta diventa l’unica risorsa disponibile e la libertà si guadagna solo accettando di perdere l’ultimo briciolo di innocenza.

Pagine: 109
Formato cartaceo: 13 x 19
Formato ebook: epub senza DRM
Uscita: novembre 2011
Isbn cartaceo: 9788895744209
Isbn ebook: 9788895744841

COD: 4614 Categorie: ,
Svuota

La notte raccolgo fiori di carne

3,9912,00

Svegliarsi e ritrovarsi chiusi in una stanza. Al centro della stanza c’è un tavolo e sopra il tavolo una valigia e dentro la valigia qualcuno che si divincola. All’inizio la missione del protagonista è quella di scrivere e immortalare le gesta di quattro sadici. È l’unica possibilità, forse, per uscire vivo da quella stanza, per non finire lui stesso nella valigia. Ma da qui prende vita un gioco infernale fatto di vittime e carnefici senza distinzione, con continui colpi di scena, dove l’istinto di vendetta diventa l’unica risorsa disponibile e la libertà si guadagna solo accettando di perdere l’ultimo briciolo di innocenza.

Svuota
COD: 4614 Categorie: ,

La notte raccolgo fiori di carne

Autore: Giorgio Pirazzini

Data pubblicazione: novembre 2011

Pagine: 109

Svegliarsi e ritrovarsi chiusi in una stanza. Al centro della stanza c'è un tavolo e sopra il tavolo una valigia e dentro la valigia qualcuno che si divincola. All'inizio la missione del protagonista è quella di scrivere e immortalare le gesta di quattro sadici. È l'unica possibilità, forse, per uscire vivo da quella stanza, per non finire lui stesso nella valigia. Ma da qui prende vita un gioco infernale fatto di vittime e carnefici senza distinzione, con continui colpi di scena, dove l'istinto di vendetta diventa l'unica risorsa disponibile e la libertà si guadagna solo accettando di perdere l'ultimo briciolo di innocenza.

Rassegna stampa.

Anteprima.

[text-blocks id="giorgio-pirazzini"]


La notte raccolgo fiori di carne è stato recensito su il Sole 24 Ore:

Già al terzo libro, il giovane autore di Faenza fa della sincerità (dote essenziale per uno scrittore) la sua arma vincente. Pirazzini parla del male e della sofferenza senza mezzi termini. Egli descrive le torture e le ferite inferte su corpi di uomini e donne da parte di una combriccola di aguzzini. Dopo aver rinchiuso i malcapitati nella valigia assaporano il piacere del dolore, dando vita a un perverso gioco voyeuristico fatto di ansia, eccitazione e paura. Con loro un giovane scrittore costretto a scrivere e a immortalare le sadiche gesta dei suoi carcerieri. Questo il suo compito, questa la sua condanna, ma forse anche l’unica possibilità di sopravvivere per non finire lui stesso nella valigia. [...]

Pirazzini descrive con infallibile genialità una fisica e mistica ascesa all’inferno. La dannazione come percorso spirituale per trascendere il proprio Io. Che sia un dono o una condanna non spetta all’autore dircelo. Certamente non è  libro da giudicare utilizzando il rigido metro della moralità. Con La notte raccolgo fiori di carne ci troviamo a scoprire aspetti che non pensavamo di avere. Siamo vittime o carnefici?

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “La notte raccolgo fiori di carne”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Giorgio Pirazzini

Giorgio Pirazzini

Autore di I cattivi pensieri

Giorgio Pirazzini è nato nel 1977 a Faenza (RA). Ha pubblicato “Un unicorno ti trafiggerà” (Freaks, 2011), “9 notti a Parigi” (Miraggi, 2011) e “La notte raccolgo fiori di carne” (Las Vegas edizioni, 2011), “I cattivi pensieri” (Las Vegas edizioni, 2013), “Gattoterapia” (Baldini&Castoldi, 2016).

Primo capitolo

1. Nemmeno uno spazzolino in valigia

Venerdì sera

L’ho sognato di nuovo. Ogni notte mi capita. Non ci sono vampiri né licantropi, sono uomini, ma più affamati dei mostri. Ieri notte hanno catturato una coppia. Ero nella macchina dietro e li guardavo mentre si fermavano per chiedere informazioni: lui era un ragazzo alto con una felpa americana blu, lei una biondina minuta con i capelli raccolti e le calze a strisce colorate. Due uomini saltavano fuori dalla macchina, li narcotizzavano con il cloroformio, prima lui per evitare che reagisse, poi lei, prima che scappasse. Li caricavano in macchina e verso le due, quando persino le strade di Praga
sono deserte li portavano a casa loro, dove le loro grida, se avessero avuto ancora fiato, non avrebbero richiamato nessuno. E qui cominciavano, di nuovo.
Mentre sono narcotizzati li incastrano in una posizione innaturale dentro una valigia, al buio. Gli piegano le ginocchia fino a che i talloni spingono contro le natiche, gli piegano il busto fino a quando la fronte tocca le ginocchia e incastrano le braccia come viene, li imbavagliano con del nastro adesivo e poi li mettono dentro una valigia, appena della misura per raccogliere la loro posizione fetale. La chiudono e fanno qualche buco perché passi l’aria e all’altezza degli occhi, per poterli guardare dentro mentre soffrono e hanno paura.
Dentro la valigia non possono muoversi, rimangono in quella posizione per ore, giorni, prima che il loro sistema nervoso e il cuore si arrendano. Li piegano come contorsionisti improvvisati e li lasciano morire di stenti e di dolore.
L’uomo è stato particolarmente rigido da piegare, è probabile che gli abbiano rotto delle ossa nel procedimento. Il fine ultimo è quello di lasciarli morire di dolore e di paura, quindi non si preoccupano di come li incastrano. La donna, invece, è entrata splendidamente, come se i suoi legamenti fossero stati benedetti da un infanzia di danza classica. Quelli che entrano così bene sono anche quelli che restano di più in vita e soffrono più a lungo. Talmente a lungo che persino i torturatori si stancano e li mettono in un angolo a biascicare gli ultimi lamenti.
Possono durare anche giorni con le ossa strette, le ginocchia piegate e il collo stirato in quell’amplificatore di dolore. Ho letto dei Marines americani che torturano i prigionieri in Iraq. Quelli non l’hanno mai vista una tortura vera.
Io scrivo. Mi hanno rapito per scrivere di loro, per dare un alone di magia letteraria alle loro avventure. Vogliono una cosa alla Hemingway e quando hanno parlato di Hemingway io sono impallidito perché ho paura che saranno delusi. Vogliono che i lettori di domani sentano il fruscio dei loro mantelli, dicono. Vogliono che metta su carta gli ultimi lamenti. Occorre condividere le loro avventure.