Attraversami

di Christian Mascheroni
Che cosa faresti se un giorno ti vietassero di amare?

Cosa succede quando l’amore viene improvvisamente proibito dalla legge? Un bacio punito con la prigione, una carezza con la tortura e l’affetto per i figli diventa solo un senso di colpa? Nei grigi giorni del Regime, la ragazza della libreria e il ragazzo dallo sguardo di lupo ferito custodiscono la chiave per salvare gli abitanti di Silence dalla tristezza di una vita senza sentimenti. Christian Mascheroni ci accompagna in un mondo in cui le stelle cadono, ma solo per ricoprirci di luce, in una favola moderna che ha gli occhi trasparenti di Husky e i capelli di seta di Cljo.

Pagine: 188
Formato cartaceo: 13 x 19
Formato ebook: epub senza DRM
Uscita: aprile 2008
Isbn cartaceo: 9788895744032
Isbn ebook: 9788895744711

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Christian Mascheroni

Christian Mascheroni

Autore di Wienna

Christian Mascheroni è nato nel 1974 a Como. Ha pubblicato “Impronte di Pioggia” (L’Ambaradan, 2005), “Attraversami” (Las Vegas edizioni, 2008), “Alex fa due passi” (Las Vegas edizioni, 2009), “Wienna” (Las Vegas edizioni, 2012), “Non avere paura dei libri” (Hacca, 2013). Lavora come autore televisivo e attualmente è in onda con “Ti racconto un libro” su Iris. Ha fondato l’associazione culturale Virgola, vita.

Primo capitolo

1.

Accadde, un giorno, che nella cittadina di Silence fu vietato innamorarsi.
La bambina che lavorava nella libreria lo apprese dalla radio, che la madre teneva accesa di fianco alla cassa. Per poco non le caddero i libri dalle mani. Iniziò a piangere e si rifugiò fra le braccia della madre. La donna le disse di finire di sistemare i volumi nel reparto dei manuali di cucina. Sebbene si sforzasse di restare calma di fronte alla figlia, era confusa e spaventata. Tuttavia, non poteva che essere confidente nel fatto che il Regime avesse varato ogni possibilità, ogni alternativa, per assicurare alla sua gente tranquillità e stabilità. Lo speaker annunciò, con voce greve, che la decisione presa dai vertici del Regime, alla fine di lunghi e interminabili giorni, era stata quella di sacrificare, in nome della pace, il sentimento più comune. L’amore. Le guerre sarebbero finite, le incomprensioni taciute, la violenza ammansita. La madre spense la radio e riprese a lavorare, sollevata. Osservò la figlia, perlustrò la bellezza che la gente non doveva amare per poi distruggere. Decise perciò che, per qualche tempo, i libri d’amore sarebbero scomparsi dagli scaffali e tenuti nel magazzino. La bambina continuò a piangere per tre giorni, mentre i militari urlavano nel megafono che a tutti era stato negato il diritto di amare per preservare la continuità della specie. L’odio non nasceva dall’astensione dall’amore, dichiarava la propaganda. L’odio era, semmai, l’estensione dell’amore stesso, incontrollato, spontaneo, diffuso. Aveva colpito per secoli le terre popolate e si era espanso, come un’epidemia. Si era morti, piano piano, per mano del cuore e degli uomini che ne possedevano uno. Per mano della passione erano morte le donne. Sotto la spada dell’affetto erano morti i bambini. L’amore, specie per queste ultime vittime indifese, rappresentava la fine preannunciata di un destino cruento e doloroso.
«Figlia mia» suggerì il padre alla sua bambina, «non devi essere triste. Sai perché hanno deciso questo? Perché il futuro, per colpa dell’amore, rischia di non arrivare al domani.»
«Ma tu mi ami adesso e mi amerai sempre» sostenne la figlia, appoggiando la testa alla spalla dell’uomo.
«Tu sei il domani» le rispose lui, con gli occhi umidi, rivolti verso il soffitto.
La bambina restò in silenzio. La porta della libreria era rimasta spalancata e il vento trascinava all’interno le parole che negavano l’amore.

Ci volle meno tempo di quanto uno possa pensare per smettere di amare. Gli abitanti di Silence, all’inizio, provarono sgomento per le nuove leggi. Furono in molti a ribellarsi. Alcuni morirono schiacciati dai cingolati. Altri furono impiccati. Ma la maggior parte di coloro che volevano continuare a provare quel sentimento, si uccisero fra di loro, incapaci di amarsi senza arrivare ad annientarsi.

Alla fine la gente, per stanchezza, per desiderio di pace, finì per sopprimere l’amore nel petto. Poi divenne una questione di abitudine, come portarsi il cibo alla bocca, il cibo che era tornato nei supermercati, nelle bancarelle, nei piatti delle famiglie.
Tutti finirono per ammettere che la pace e la serenità erano tornate.