Wienna

Christian Mascheroni

Werner si prepara ad atterrare a Vienna, città natale. E mentre sfoglia il suo diario affiorano altri ricordi più lontani, fatti di luoghi che credeva abbandonati, di genitori spesso assenti e di loro, i miglioramici: Florjan impavido domatore di serpenti, Astrid bellissima e tormentata come la tristezza e Reinhold mascherato da uomo sicuro e vincente. Una casa a cui ritornare, i suoi miglioramici, una spalla a cui aggrapparsi per riappacificarsi con le proprie colpe, le proprie scelte di vita e il destino stesso. Camminando su strade che forse non riconoscono più i suoi passi, Werner insegue il proprio passato accompagnato da fantasmi da scacciare, in una lunga notte verso i suoi trent’anni sotto il continuo presagio della fine di qualcosa.

Dettagli

Pagine: 223
Formato cartaceo: 13 x 19 cm
Formato ebook: epub senza DRM
Uscita: marzo 2012
Isbn cartaceo: 9788895744216
Isbn ebook: 9788895744827

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Foto di Christian Mascheroni

Christian Mascheroni è nato a Como nel 1974. Dal 2000 si occupa di scrittura televisiva e ha firmato numerosi programmi, tra cui Ti racconto un libro (Iris, Mediaset). Per anni ha collaborato con la rivista Campus e ha pubblicato racconti e romanzi: Impronte di pioggia (L’Ambaradan, 2005), Attraversami (Las Vegas edizioni, 2008), Alex fa due passi (Las Vegas edizioni, 2009), Wienna (Las Vegas edizioni, 2012) e Non avere paura dei libri (Hacca, 2013).

È moderatore e presentatore di eventi culturali e festival letterari, tra cui Rovigoracconta e il Festivaletteratura di Mantova. Ha fondato l’associazione culturale Virgola, vita.

La vera amicizia non ha confini.

L'incipit di Wienna

Null.

Rannicchiato sul fianco, con le ginocchia al petto come quando dorme, Werner sta fissando la vita; o almeno, ciò che ne rimane. È lì, innocua, docile, condensata in una pozza di sangue. Non fa paura, forse perché si manifesta per quella che, alla fine, è sempre stata. Nient’altro che un riflesso liquefatto di ciò che lo ha circondato sin dall’infanzia e che, negli anni a seguire, ha disperatamente provato a cancellare. Werner non sa bene se la cosa lo deluda del tutto. A dire il vero, sta solo attendendo che compaiano, in ordine, le visioni che gli hanno sciorinato i film dossier degli anni Ottanta e le prediche della domenica: tunnel fluorescenti, rewind esistenziali, angeli asessuati. Quello che si è sempre immaginato è che, un attimo prima di esalare l’ultimo respiro, si assistesse a qualcosa di simile a una rappresentazione teatrale. Un palcoscenico dalle assi scricchiolanti e l’esistenza nei panni di un cigno bianco della Donauinsel, sgrassato da sogni e da attese, che piega il collo, saluta il suo pubblico e addio. Applausi. Al posto di tutto questo, invece, Werner non vede altro che una platea vuota, una strada deserta, dove sono rimasti solo pochi elementi di scena: una copia del Kronen Zeitung sul ciglio della strada, la luna appiccicata al vetro di una bottiglia di birra Pilsner, una bicicletta arrugginita incatenata a un palo, il 3×2 all’entrata del minimarket Billa, le imposte colorate alle finestre delle villette a schiera di Violaweg. Uno spettacolo senza pubblico che, da unico spettatore, vede specchiarsi in questa viscosa cartolina della sua città. Un pezzo, microscopico, genetico, della sua Vienna. Forse non è l’apparizione celestiale che si aspettava, ma di sicuro è l’ultima visione alla quale vuole assistere. La visione della strada dove è nato e cresciuto.

 

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