Alex fa due passi

Christian Mascheroni

Alex guarda fuori dalla finestra del suo ufficio e scopre che sta nevicando. Affascinato, esce dal palazzo in cui lavora e va a fare due passi. Ma i passi si trasformano in un lungo viaggio attraverso una città che sembra improvvisamente diversa, rivelando bizzarri abitanti. Alex incontra un pescatore che pesca oggetti dal fondo di una strada, un semaforo febbricitante, un ragazzino con una corona di carta che comanda dalla sua panchina e un manichino con un biglietto aereo per scappare. E molti altri ancora, tutti con la loro storia da raccontare, la loro esistenza da risolvere. Tutto sembra cambiare velocemente agli occhi di Alex. Ma forse chi cambia veramente è solo lui e il suo modo di guardare la realtà.

Dettagli

Pagine: 220
Formato cartaceo: 10 x 12
Formato ebook: epub senza DRM
Uscita: novembre 2009
Isbn cartaceo: 9788895744124
Isbn ebook: 9788895744933

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Foto di Christian Mascheroni

Christian Mascheroni è nato a Como nel 1974. Dal 2000 si occupa di scrittura televisiva e ha firmato numerosi programmi, tra cui Ti racconto un libro (Iris, Mediaset). Per anni ha collaborato con la rivista Campus e ha pubblicato racconti e romanzi: Impronte di pioggia (L’Ambaradan, 2005), Attraversami (Las Vegas edizioni, 2008), Alex fa due passi (Las Vegas edizioni, 2009), Wienna (Las Vegas edizioni, 2012) e Non avere paura dei libri (Hacca, 2013).

È moderatore e presentatore di eventi culturali e festival letterari, tra cui Rovigoracconta e il Festivaletteratura di Mantova. Ha fondato l’associazione culturale Virgola, vita.

La realtà è negli occhi di chi guarda.

L'incipit di Alex fa due passi

Un passo

Alex osservò la neve scendere.
Staccò l’indice dal mouse e spalancò la bocca. Anche la sua cravatta si stupì che nevicasse a dicembre; era da vent’anni che la metropoli non assisteva a una nevicata.
La cravatta era in tinta con la giacca e i pantaloni. Grigi, ovviamente, perché l’anonimato era la dote più apprezzata nella società dove Alex lavorava.
«Credi che ci sarà la pizza, oggi a mensa?» lo interrogò Marianne.
Il giovane spalancò tutto l’azzurro dei suoi occhi per scontornare, dal buio dell’ufficio, il volto opaco della sua collega.
«Scusa?» disse scuotendo la testa.
Lei lo guardò smarrita. Aveva una bocca piccola e labbra sottili. Era come se la sua voce uscisse dal naso; divertente, se non fosse che Marianne era la donna meno solare del palazzo.
«Secondo te serviranno la pizza? È venerdì e di solito è il giorno della pizza, ma la settimana scorsa c’era l’insalata di pollo e a me non piace il pollo. Voglio la pizza, oggi.»
Alex annuì. Anche le sue scarpe annuirono. Erano nere, ma vecchie. Non così vecchie, però, da non poter andare in ufficio.
«Sta nevicando, hai notato?» disse Alex sfoderando il primo sorriso del mese.
Il neon incominciò a sfarfallare. Igor, del corridoio 4D, tirò un blocchetto di post-it contro il tubo. Le lucciole si ricomposero e tornarono a emettere la luce che sbiancava i volti dei dipendenti, dando loro una parvenza di laboriosità.
Marianne non si scompose. Tirò la collana di perle fino al limite, poi la lasciò cadere sullo sterno.
«Mancano ancora dieci minuti alla pausa mensa. Ho tempo di cambiare immagine al mio screensaver. Fiori?» gli domandò la donna.
«Cosa?» rispose Alex distratto.
La neve era chiara come l’albume di un uovo sodo.

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