L’Isola Senza Tempo

Gianluca Mercadante

Biagio dovrebbe partire per un viaggio con l’amato Andrea, un medico sposato e padre dalla doppia vita. All’aeroporto, però, riceve una chiamata dalla casa di cura in cui il padre Marcello è ricoverato per la demenza senile: è peggiorato ed è stato portato in ospedale. Biagio e Andrea decidono di risalire in macchina e tornare indietro. All’ospedale Marcello è stranamente lucido e in forma, al punto che propone a Biagio di fare un giro sull’Isola Senza Tempo, un luogo immaginario di cui gli raccontava sempre quando lui era piccolo. E i due sull’Isola ci vanno davvero.

Che ci fa lì, Biagio, e che significato ha l’Isola?

In una storia sospesa tra realtà e fantasia, il protagonista dovrà fare i conti con la propria esistenza e con i segreti che hanno tenuto insieme la sua famiglia, fino all’epilogo che stravolgerà le sue e le nostre certezze.

Dettagli

Pagine: 216
Formato cartaceo: 15 x 21
Formato ebook: epub senza DRM
Uscita: ottobre 2020
Isbn cartaceo: 9788831260053
Isbn ebook: 9788831260060

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Foto di Gianluca Mercadante

Gianluca Mercadante è nato nel 1976 a Vercelli. Scrittore e divulgatore letterario, ha pubblicato McLoveMenu (Stampa Alternativa, 2002), Il banco dei somari (NoReply, 2005), Nodo al Pettine – Confessioni di un parrucchiere anarchico (Alacràn, 2006).

Con Las Vegas edizioni ha pubblicato Polaroid (Las Vegas edizioni, 2008), Cherosene (Las Vegas edizioni, 2010), Caro scrittore in erba… (Las Vegas edizioni, 2013; 2021), Caro lettore in erba… (Las Vegas edizioni, 2015), Casinò Hormonal (Las Vegas edizioni, 2018), Le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile (Las Vegas edizioni, 2020), L’Isola Senza Tempo (Las Vegas edizioni, 2020), Banda cittadina (Las Vegas edizioni, 2024).

Nel 2025 ha pubblicato il romanzo Il bambino che amava Chaplin (BookTribu).

Da anni riflette sul rapporto tra scrittura, lettura e immaginario collettivo, con uno stile ironico, accessibile e profondamente personale.

Le storie non iniziano e non finiscono. Le storie si aprono, come le porte. E continuano.

L'incipit di L’Isola Senza Tempo

«Papà, dove andiamo stasera? Dove mi porti?»
«Sull’Isola, tesoro.»
«L’Isola Senza Tempo?»
«A-ha.»
«Uffa…»
«Qualcosa non va?»
«Ancora l’Isola, papà! Non puoi cambiare storia?»
«Le storie non sono mai uguali, anche se gira e rigira son sempre le stesse.»
«Cosa vuol dire?…»
«Che dipende da come le racconti.»
«Tu sei bravo a raccontare le storie, papà. Però le inizi e non le finisci.»
«Per forza: ti addormenti.»
«No, dài, stavolta resto sveglio, promesso.»
«In realtà, sai… le storie non iniziano e non finiscono.»
«E che fanno?»
«Le storie si aprono.»
«Come le porte?»
«Sì. E continuano. Perfino quando sembra siano finite. O finiscono quando sembra che stiano cominciando.»
«Non ci capisco un tubo, così…»
«Allora fidati e lasciati guidare. Partiamo per un bel viaggio.»
«Dove?»
«Sull’Isola, te l’ho detto.»
«Ma ci siamo stati un sacco di volte, papà!…»
«Sono le storie a cambiare, amore, l’Isola no. Resta lei, l’Isola. Resta se stessa.»
«Davvero non cambia?…»
«No, tesoro. Non cambia.»
«E che forma ha?»
«Dovresti immaginarlo. Fai un piccolo sforzo, su.»
«Vediamo… è a forma… è a forma… di mostro preistorico! Eh?»
«Acqua.»
«Uhm… Difficile. È a forma di… di Alberta, la signora di sopra!»
«Fuochino.»
«Dammi un aiutino, papà…»
«Beh, dunque… sì, ti do un aiutino. E l’aiutino è… che potresti… ecco, scendere di un piano.»
«Scendere di un piano?!»
«Esatto. Lo vedi che devo guidarti? Prova a seguirmi: la signora Alberta abita?… Dimmelo un po’.»
«Sopra.»
«E quindi? Se scendi di un piano arrivi…»
«Sul pianerottolo! L’Isola sta davanti a noi!»
«Ma no, tesoro!… Mi hai chiesto che forma ha, non dove si trova. Ti arrendi?»
«Mi arrendo. A cosa somiglia l’Isola, papà?»
«A una persona che abitava qui.»
«Qui? Prima di noi?»
«Con noi.»
«…»
«L’Isola somiglia alla mamma.»

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