Cherosene

Gianluca Mercadante

Basta davvero poco per dar sfogo al lato oscuro che giace in ognuno di noi. Una lieve scossa, per trasformare quanto di più ordinario in un’azione improvvisa e malvagia. Una scossa che colpisce e accomuna tutti: un mansueto poliziotto come un pensionato stanco, una giovane hacker come un appassionato d’arte o un rappresentante di cosmesi. E nessuno ne è indenne: perché il male non è fuori, ma dentro di noi.

Dettagli

Pagine: 185
Formato cartaceo: 13 x 19
Formato ebook: epub senza DRM
Uscita: maggio 2010
Isbn cartaceo: 9788895744148
Isbn ebook: 9788895744957

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Foto di Gianluca Mercadante

Gianluca Mercadante è nato nel 1976 a Vercelli. Scrittore e divulgatore letterario, ha pubblicato McLoveMenu (Stampa Alternativa, 2002), Il banco dei somari (NoReply, 2005), Nodo al Pettine – Confessioni di un parrucchiere anarchico (Alacràn, 2006).

Con Las Vegas edizioni ha pubblicato Polaroid (Las Vegas edizioni, 2008), Cherosene (Las Vegas edizioni, 2010), Caro scrittore in erba… (Las Vegas edizioni, 2013; 2021), Caro lettore in erba… (Las Vegas edizioni, 2015), Casinò Hormonal (Las Vegas edizioni, 2018), Le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile (Las Vegas edizioni, 2020), L’Isola Senza Tempo (Las Vegas edizioni, 2020), Banda cittadina (Las Vegas edizioni, 2024).

Nel 2025 ha pubblicato il romanzo Il bambino che amava Chaplin (BookTribu).

Da anni riflette sul rapporto tra scrittura, lettura e immaginario collettivo, con uno stile ironico, accessibile e profondamente personale.

Ci crediamo sensibili, ma siamo solo chimica.

L'incipit di Cherosene

Cherosene

1.
Se c’è una cosa che odio è il campanello che suona quando sono appena venuto. Non che accada spesso. Anzi, è successo trenta secondi fa. Ma nemmeno per uno solo di questi trenta maledetti secondi già passati ho smesso di smadonnare, immaginando fin troppo bene chi possa essere stato: è il cinque del mese, del mese dispari, pertanto è arrivata la bolletta della luce sulle scale, di là. E quella vecchia pazza si è fatta nientemeno che il giro della città per venire a lamentarsi con me delle solite cose.
Provo una certa gioia nel trovare conferma alle mie ipotesi quando scendo le scale interne e le apro il portoncino d’ingresso di un solo quarto, occupando col mio corpo seminudo lo spiraglio attraverso cui voglio annusi con chiarezza odor di palle in giostra.
«Eri sotto la doccia?» chiede pure, con la faccia da “volevo disturbare, ma adesso che ho disturbato sono incapace d’improvvisare sul tema”.
«Maria…» le dico, aggiustandomi in vita l’elastico dei pantaloni della tuta quanto più esageratamente mi riesca «…no, stia tranquilla. Non ero in bagno
A buon intenditor. Poi riprendo, come non lo sapessi già: «Desidera?»
«I nuovi non pagano» dice. «Io, che devo fare?»
«E a me lo chiede? Lo domandi a loro.»
«Sono venuta fino a qua, Pietro, tu mi conosci e lo sai. Del mio cuore e tutto. Se non pagano, i soldi li voglio da te.»
«Maria, ne abbiamo già parlato.»
«Insomma, Pietro!» s’infervora, la baciapile, come immagino faccia di consueto il suo pastore, ogni benedetta mattina a messa.
Se c’è una cosa che odio ancora peggio del mio campanello che suona quando sono appena venuto, sono i baciapile. La mia ex vicina di casa, Sig.ra Rivello Maria, vedova Monfalcone, di anni settantadue, convivente con tale Ferdinando Gennaro, mai capito qual è il nome e qual è il cognome, di anni sessantotto, è un’eccellente rappresentante della tipologia. Ma ci andassero tutti, e per sempre, nel paradiso che s’illudono di meritare a forza di padrenostri.
«Maria!» la fermo subito, innervando di pochissimo il mio naturale registro vocale verso l’alto, il minimo indispensabile da stopparla. «Le ricordo che quello non è più il mio appartamento. L’ho venduto.»
«E proprio agli zingari dovevi venderci la casa?!» grida ancora, verde in viso.
«Se n’è occupata l’agenzia. In ogni caso: loro sono i vostri nuovi vicini di casa, loro vi devono dare i soldi. Ve li danno? Bene. Non ve li danno? Pace. Ma io, oltre al fatto che non c’entro più niente con voi, non voglio più saperne.»
La baciapile scoppia a piangere.
Giuro: non so cosa fare. Vorrei sbatterle il portone in faccia e tornare di là, ma qualcosa mi persuade a desistere.

Rassegna stampa di Cherosene

Recensioni, opinioni, segnalazioni, articoli, interviste, commenti su Cherosene di Gianluca Mercadante.

Vlad Sandrini: recensione (archiviata) – 19-11-2013
Trashic Magazine: recensione di E.A. Paul – 02-10-2012
La Sesia: intervista di Massimiliano Muraro – 05-10-2012
Sugarpulp: recensione di Elena Girardin – 20-08-2012
Bloog (Roberto Nicoletti): recensione – 06-2012
Radio City Vercelli: intervista – 25-05-2011
Flaneri: intervista di Diego Rossi – 18-05-2011
Flaneri: recensione di Diego Rossi – 13-05-2011
Tutti i colori del giallo – Radio Rai 1: intervista di Alberto Fognini a Gianluca Mercadante – 11-03-2011
Orizzonti: intervista di Caterina Aletti – 02-2011
La Stampa: articolo – 31-08-2010
La Sesia: segnalazione – 14-09-2010
Corriere Eusebiano: articolo di Andrea Saettone – 25-09-2010
Leggeretutti: segnalazione – 09-2010
Blow Up: recensione di Teo Lorini – 30-09-2010
Luca Conti: recensione (copia archiviata) – 16-12-2010
Mangialibri: recensione di Angelica Graziano – 05-2010
Il Punto: recensione – 06-2010
La Sesia: intervista di Guido Michelone a Gianluca Mercadante – 04-06-2010
Corriere Eusebiano: articolo di Andrea Saettone – 29-05-2010
Terra Comune: recensione di Silvia Dallo – 05-2010
La Stampa: articolo di Elena Del Santo – 05-2010
Notizia Oggi: articolo di Gian Piero Prassi – 10-05-2010
La Sesia: segnalazione – 18-05-2010
VercelliOggi: intervento dell’autore – 27-05-2010
Radio City Vercelli: intervista di Alfonsina Zanatta a Gianluca Mercadante – 07-05-2010
Delirio.NET: segnalazione – 05-2010

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